FIORONI
,“l’anno-ponte” e due domande
La lettera, la
Nota d’indirizzo e la circolale del capo di Gabinetto
Pubblichiamo il testo della
lettera e della Nota di indirizzo per l’avvio del nuovo anno scolastico che il
ministro FIORONI ha inviato a tutte le scuole. A questa iniziativa si è
affiancata una solerte nota del Capo di Gabinetto del Ministro, esplicativa e
riassuntiva di quanto, in tre mesi, il cacciavite del Ministro e il ritrovato
potere delle centrali sindacali, hanno prodotto. A nostro avviso, anche se
indubbiamente c’è da rallegrarsi dell’ampio spazio dato alla riscoperta della
dignità dell’autonomia scolastica nel cui nome, in queste note, si arriva a
mettere in secondo piano perfino la legislazione esistente, pure lascia
sconcertati come si possa, con un atto amministrativ arrivare ad azzerare
istituti come la cosiddetta “primina”, che molti di noi in tempi lontani, forse
troppo liberali(?), hanno frequentato e a lasciar disapplicare per via
contrattuale norme di legge quali il tutor e il portfolio che, ricordo, sono
prassi in molti paesi della UE ma visti come il fumo agli occhi dai sindacati
nostrani. Non ritiene il signor Ministro debole politicamente questo tipo di
procedura che attribuisce ad altri e non alla via parlamentare la responsabilità
di decisioni tanto importanti?
Non ritiene
il Ministro di dover sostenere e riappropriarsi, proprio dopo l’esito
referendario, il senso della nostra Carta Costituzionale là dove attribuisce
(art.97) l’organizzazione degli Uffici e quindi delle scuole alle competenze
dello Stato. Perché pensa, Signor Ministro che sia così utile riconsegnare la
scuola italiana, i docenti e le linee di organizzazione della stessa a quei
Sindacati che ormai da troppi anni imbrigliano qualsiasi vento riformista? Tutto
questo è certamente in antitesi e non può rientrare nel costo di quella “
incertezza sostenibile” che può consentire “una più significativa
autonomia culturale e professionale”, cui Lei fa riferimento nella sua Nota
di indirizzo.
L’”anno –ponte” che Lei
evoca, se le premesse di metodo sono queste, rischia di legarci ancora di più
ad un passato ben noto dal quale la Scuola italiana, per essere veramente
competitiva a livello europeo, dovrebbe emanciparsi.
E certamente gli insegnanti
non la ringrazieranno per questo.
Paola Tonna
Allegati
La lettera del Ministro
La nota d’indirizzo
La Circolare esplicativa del Capo di Gabinetto