IL NUOVO ESAME DI STATO PASSA L’ESAME DEL SENATO
L’ Aula del Senato ha licenziato il testo del ddl d’iniziativa del Governo, avente come oggetto “Disposizioni in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega al Governo in materia di raccordo tra la scuola e le universita'”. Il nuovo testo,( A. S. n° 960), votato dai senatori della maggioranza coincide con quello predisposto dalla VII Commissione Istruzione in sede referente, che ha apportato 23 emendamenti rispetto al testo iniziale. Il testo approderà ora in Commissione Cultura alla Camera per proseguire l’iter parlamentare. L’Esame, che sostanzialmente non è cambiato nell’impianto principale, rispetto al primo testo presentato (commissioni miste, presidente su due commissioni, scrutinio di ammissione, norme per i privatisti, punteggi con l’unica eccezione della lode per chi supera di 5 punti la votazione di 100/100) presenta tuttavia alcune significative novità.
L’Apef, che era stata audita in merito il 10 ottobre scorso, aveva espresso in quella sede alcune riserve che sostanzialmente non sono state sciolte anche se registriamo con soddisfazione l’accoglimento in parte, nel nuovo testo emendato, della nostra richiesta di di affidare una prova a carattere nazionale con carattere comparativo all’INVALSI, la cui esclusione dall’Esame di Stato avevamo stigmatizzato come un ritorno al passato di almeno trent’anni. Infatti il nuovo testo prevede che. “L’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI) provvede, sulla base di apposite direttive impartite dal Ministro della pubblica istruzione ai sensi del comma 3, alla predisposizione di modelli da porre a disposizione delle autonomie scolastiche ai fini della elaborazione della terza prova. L’Istituto provvede, altresì, alla valutazione dei livelli di apprendimento degli studenti a conclusione dei percorsi dell’istruzione secondaria superiore, utilizzando le prove scritte degli esami di Stato secondo criteri e modalità coerenti con quelli applicati a livello internazionale per garantirne la comparabilità”.
Certo si tratta di una timida apertura rispetto a quel centralismo che il Ministro si è garantito, attribuendosi la prerogativa di predisporre tutte le altre prove su tutte le scuole del Regno. Inoltre non giova certo alla chiarezza il richiamo alla “predisposizione di modelli da porre a disposizione delle autonomie scolastiche”.
Segnaliamo anche, nella lettura del nuovo testo che vi proponiamo di seguito con le parti emendate in giallo, anche un parziale accoglimento di quella che avevamo manifestato, in sede di audizione, come la nostra principale preoccupazione e cioè che andava seriamente ripensato il sistema attuale dei debiti formativi e del loro monitoraggio. Nel nuovo testo infatti sono previste “Sistematiche e costanti verifiche e monitoraggi sul regolare funzionamento degli istituti statali e paritari e, in particolare, sulla organizzazione e la gestione degli esami di Stato, di idoneità ed integrativi, nonché sulle iniziative organizzativo-didattiche realizzate dalla istituzione scolastica per il recupero dei debiti, sono assicurati nell’ambito della funzione ispettiva».
Si percepisce una certa positiva evoluzione anche all’art. 2 che riguarda l “Delega al governo in materia di percorsi di orientamento”, infatti alla “realizzazione di appositi percorsi di orientamento finalizzati alla scelta, da parte degli studenti, di corsi di laurea universitari e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, sono stati aggiunti anche percorsi della formazione tecnica superiore, nonché di percorsi finalizzati alle professioni e al lavoro”; che se si combina con quanto inserito in Finanziaria rispetto all’assolvimento dell’obbligo scolastico con il “recupero” dei corsi sperimentali predisposti dalle Regioni, ci fa percepire un debole ma inequivocabile segnale verso quell’idea di pari dignità tra istruzione e formazione professionale che questo governo sta tanto alacremente affossando da una parte, e cioè nei decreti attuativi della L.53, quanto faticosamente ricostruendo dall’altra, in atti legislativi e disposizioni amministrative.
Insomma se confrontiamo anche quanto contenuto nel Decreto L.vo 226/05, in merito agli Esami di Stato, ci sembra che si stia lavorando ad una tela di Penelope con tutte le considerazioni del caso in merito ad efficacia ed efficienza dell’azione di governo sulla qualità dei percorsi scolastici.
(PT)
Allegati
· Il testo approvato al Senato