ECCO le LINEE GUIDA !

 

 

Forse, un po’ polemicamente, ci si potrebbe chiedere se era necessario aspettare il 27 dicembre per avere queste linee guida per la direttiva sull’elevamento dell’obbligo di istruzione a 10 anni. Si poteva fare lo sforzo di emanarle insieme al provvedimento che, lo ricordiamo, era già uscito con un certo ritardo rispetto all’inizio dell’anno scolastico: infatti, il Regolamento recante norme in materia di adempimento  dell’obbligo di istruzione decreto 22 agosto 2007 è stato pubblicato sulla G.U. n. 202 il 31 agosto 2007!.

Si tratta di un documento tecnico in cui vengono indicati gli indirizzi relativi ai saperi e alle competenze, alle conoscenze e alle abilità che gli studenti dovrebbero acquisire a conclusione del biennio di scuola secondaria superiore. Vengono cioè ripresi, ovviamente, i contenuti del Regolamento. Unica indicazione, nuova e sostanziale: alle Linee guida è stata allegata una scheda di rilevazione che dovrà essere compilata on line dalle istituzioni scolastiche nel periodo compreso tra il 21 gennaio e il 24 aprile 2008; ci vogliamo augurare che le scuole non si precipitino a compilare la scheda come uno dei tanti adempimenti burocratici da assolvere senza dare alcun significato all’operazione!

 

Dunque le linee guida “… riguardano, a norma dell’articolo 5 del regolamento, l’orientamento dei giovani e delle loro famiglie, la formazione dei docenti, il sostegno, il monitoraggio, la valutazione e la certificazione dei percorsi, nella fase di applicazione sperimentale delle indicazioni relative ai saperi e alle competenze.

Le linee guida si configurano come una misura di accompagnamento per le istituzioni scolastiche, statali e paritarie, impegnate nella sperimentazione di questa innovazione negli anni 2007/2008 e 2008/2009, in vista della sua messa a regime nel quadro della piena attuazione dei nuovi ordinamenti del primo e secondo ciclo di istruzione e formazione a partire dall’anno scolastico 2009/2010.

Tale misura assume particolare rilievo in considerazione dell’importanza strategica di questo cambiamento, che comporta una profonda revisione metodologica e organizzativa della didattica per far conseguire ai giovani le competenze chiave di cittadinanza che l’Unione europea ritiene decisive per lo sviluppo delle persone, la coesione sociale e la competitività nella società globale.

Solo se scelto e vissuto dalle scuole nella loro autonomia, il percorso di innovazione potrà conseguire queste finalità…

… Le indicazioni contenute nel citato Documento tecnico costituiscono il riferimento anche per i percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale, la cui prosecuzione è prevista dalla legge n. 296/06, articolo 1, comma 624, sino alla messa a regime del nuovo ordinamento del secondo ciclo nell’anno scolastico 2009/2010…

… le linee guida intendono costituire uno strumento di indirizzo e una proposta di lavoro destinata soprattutto ai docenti e ai dirigenti scolastici per aiutarli nel loro difficile compito di migliorare progressivamente la qualità degli apprendimenti dei giovani, favorire la crescita dei livelli culturali della popolazione e concorrere allo sviluppo del Paese. Questo impegno comporterà, nel tempo, un più ampio riconoscimento dell’importanza del loro ruolo sociale e della stessa scuola nella sua identità di comunità educante.

 (sottolineiamo nel tempo!!! Cosa vorrà dire?)”

 

Di seguito una sintesi delle linee guida:

 

Il contesto di riferimento

Il contesto individuato è soprattutto quello europeo, ma non mancano riferimenti alle norme sul diritto-dovere all’istruzione fino ai 18 anni di età per conseguire un titolo di studio o almeno una qualifica professionale. L’obbligo di istruzione non ha, quindi, carattere di terminalità.

Si fa riferimento agli attuali ordinamenti scolastici dei diversi ordini, tipi e indirizzi di studio della scuola secondaria superiore, che il nuovo obbligo di istruzione non modifica, dato che è finalizzato esclusivamente a definire i risultati di apprendimento attesi a conclusione dei primi due anni, indipendentemente dal percorso seguito.

È evidente che tali risultati sono il denominatore comune che deve essere raggiunto in tutti gli indirizzi del secondo ciclo, ferma restante la peculiarità dei diversi indirizzi.

 

Aspetti generali

Si sottolinea con forza il ruolo degli organi collegiali nella formulazione di modalità di lavoro che realizzino l’interazione disciplinare, l’apprendimento per competenze, “da articolare in forme coerenti con le scelte generali del Piano dell’Offerta Formativa”, il superamento della frammentazione dei saperi degli attuali curricoli, individuato come “fattore che genera disorientamento e dispersione scolastica”. Si chiede ai docenti di impadronirsi degli “aspetti fondanti i quattro assi culturali dei linguaggi; matematico; scientifico-tecnologico; storico-sociale, che costituiscono la trama su cui si definiscono le competenze chiave per la cittadinanza attiva (imparare ad imparare, progettare, comunicare, collaborare e partecipare, agire in modo autonomo e responsabile, risolvere problemi, individuare collegamenti e relazioni, acquisire ed interpretare l’informazione).” E ancora nella parte degli aspetti generali si parla di “un’ampia utilizzazione degli spazi di flessibilità curricolare e organizzativa, anche attraverso ripartizioni funzionali dello stesso collegio dei docenti ( dipartimenti, gruppi di lavoro…..).”

 

Orientamento e recupero

Viene sottolineata la centralità del giovane che apprende per ogni azione di orientamento, l’obiettivo è la sua maturazione in termini di autonomia e responsabilità per/nell’acquisizione delle competenze chiave per l’esercizio della cittadinanza attiva.

Un’efficace azione di orientamento è la chiave della lotta alla dispersione e della promozione del successo scolastico e formativo. Quest’azione può essere realizzata a partire da una fattiva collaborazione tra scuole del primo e del secondo ciclo e può essere sviluppata anche attraverso accordi di collaborazione con gli Enti locali e le Associazioni professionali e disciplinari, Enti e Associazioni accreditate presenti sul territorio.

Si sottolinea la valorizzazione della dimensione orientativa degli assi culturali per assicurare l’equivalenza formativa di tutti i percorsi e permettere/favorire eventuali passaggi tra percorsi di studio diversi.

Si sottolinea la necessità di coinvolgere le famiglie e gli stessi studenti nei processi di orientamento.

Si auspica “una programmazione didattica ed educativa centrata sui processi di apprendimento e misurata sui livelli di ingresso e sui diversi ritmi e stili cognitivi degli studenti, che comprenda attività dedicate al recupero di ogni tipo di svantaggio senza trascurare la promozione delle eccellenze. Sono particolarmente utili iniziative di recupero intensivo per gli studenti che favoriscano l’acquisizione di metodologie di autoapprendimento e orientamento attraverso l’attività di laboratorio e l’esperienza pratica… il sostegno e il recupero dei saperi disciplinari non acquisiti durante il percorso scolastico precedente, che sono essenziali per il raggiungimento delle competenze che caratterizzano gli assi culturali relativi al nuovo obbligo di istruzione.”

 

Formazione

La formazione dei docenti (anzi, si sottolinea, di tutto il personale) è il fulcro di tutta l’operazione “soprattutto attraverso interventi pluriennali di formazione dei docenti. I piani per la loro formazione si configurano come misure per lo sviluppo della loro professionalità, nella consapevolezza della complessità e della difficoltà che essi incontrano a tradurre gli obiettivi previsti dai curricoli dei diversi ordini, tipi e indirizzi di studio nelle competenze riferite agli assi culturali che caratterizzano il nuovo obbligo di istruzione.

Per questo, i piani di formazione, a ogni livello territoriale, vanno progettati in modo da valorizzare il rapporto tra pari e le esperienze già acquisite da molte istituzioni scolastiche per: condividere il senso della nuova prospettiva educativa fondata sul concetto di competenza e collegata ai saperi e agli assi culturali, superando così la dimensione settoriale dell’insegnamento;  individuare metodologie idonee per collegare i saperi disciplinari e gli assi culturali al fine di acquisire le competenze chiave;  valorizzare gli intrecci tra gli assi culturali, anche con riferimento alla competenza digitale; adeguare i criteri e le modalità di valutazione all’interazione di conoscenze, abilità/capacità e competenze.” Come spesso accade rispetto allo stanziamento di risorse per la formazione siamo sempre un po’ nel fumoso!

 

Valutazione e certificazione

 “La valutazione e la certificazione hanno l’obiettivo prioritario di sostenere i processi di apprendimento dei giovani e il loro orientamento, anche ai fini di facilitare i passaggi tra i diversi ordini e indirizzi di studio, allo scopo di far conseguire un diploma di istruzione secondaria superiore o almeno una qualifica professionale a tutti i giovani entro il 18° anno di età.

La valutazione in termini di risultati di apprendimento, il concetto di competenza in relazione a conoscenze e abilità, il ruolo degli assi culturali sono al centro del percorso di sperimentazione appena avviato e presuppongono un ripensamento profondo sia delle strategie didattiche sia della valutazione… la valutazione contribuisce alla motivazione/rimotivazione dello studente, in quanto costituisce uno strumento per valorizzarne i saperi e le competenze già possedute.

Il raggiungimento di questo obiettivo richiede un costante lavoro collegiale dei docenti per individuare e sperimentare metodologie didattiche (in particolare di carattere laboratoriale) e modelli di valutazione coerenti con un impianto culturale e pedagogico centrato sugli assi e sulle competenze.

In questa fase di prima attuazione del nuovo obbligo di istruzione, rimangono vigenti, per la valutazione, i riferimenti normativi contenuti nel regolamento dell’autonomia scolastica (decreto del Presidente della Repubblica n.275/99), nonché nella periodica ordinanza ministeriale sugli scrutini ed esami.

La ricerca delle scuole di strumenti idonei per una migliore comprensione, da parte delle famiglie e degli studenti, del nuovo processo valutativo fondato sull’acquisizione delle competenze sarà accompagnata da un impegno istituzionale per la definizione di modelli di certificazione in funzione della validità e del riconoscimento dei titoli e dei crediti su tutto il territorio nazionale, in vista della messa a regime del nuovo assetto del secondo ciclo nell’anno scolastico 2009/2010.

L’obiettivo è quello di predisporre uno strumento che consenta la “lettura” trasparente delle competenze acquisite, capace di sostenere i processi di orientamento, favorire il passaggio fra i diversi percorsi formativi e il rientro in formazione, facilitare la prosecuzione degli studi fino al conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il 18° anno di età.”

 

Sostegno e osservazione del processo

 “… attivazione di specifici momenti di supporto e di monitoraggio, utilizzando e valorizzando momenti di sinergia tra le diverse istituzioni scolastiche in un quadro coordinato ed organico ai vari livelli interessati. Il Ministero della Pubblica istruzione… sta predisponendo un piano di interventi finalizzato a sostenere ed assistere gradualmente le istituzioni scolastiche attraverso: l’erogazione di un servizio di consulenza online, … la costituzione di gruppi di lavoro regionali e, successivamente, anche provinciali e locali, con la collaborazione degli uffici scolastici regionali e con la partecipazione attiva delle scuole, degli ex Istituti Regionali di Ricerca Educativa (IRRE), degli enti territoriali, delle università, delle associazioni disciplinari e professionali, di altri soggetti pubblici e privati. Per il sostegno diretto alle scuole, da attivare su loro richiesta, i gruppi di lavoro promuoveranno l’innovazione a partire dalla ricognizione di quanto già è stato prodotto in termini di esperienze coerenti con il nuovo obbligo, attraverso:

 a) la consulenza alle scuole per la creazione di reti e per l’individuazione di nuove soluzioni organizzative e didattiche…

b) la costituzione di gruppi di progetto di docenti per aree disciplinari afferenti ai quattro assi;

c) la costituzione di gruppi di docenti di scuole del primo ciclo e del secondo ciclo per la progettazione di un curricolo verticale per competenze, che assicuri la continuità tra i due cicli…

… Un gruppo di lavoro nazionale opererà, dal prossimo mese di gennaio, con il compito di sostenere il processo di innovazione, avvalendosi dell’apporto di esperti…

… Gli Uffici Scolastici regionali promuoveranno piani mirati di intervento, … realizzare momenti di confronto a livello locale; … stabilire un organico collegamento con i vari livelli territoriali in cui si articolano…

Ciascuna scuola, previa delibera del collegio dei docenti, nelle forme che ritiene più opportune, potrà dotarsi, qualora lo ritenga necessario, di un nucleo operativo dedicato all’attuazione del nuovo obbligo, a sostegno del lavoro collegiale…”

 

Finanziamenti

“In questa prima fase di attuazione delle indicazioni le istituzioni scolastiche si avvalgono dei finanziamenti assegnati sui loro bilanci nel corrente esercizio, con particolare riferimento a:

• risorse tratte dal fondo di cui alla Legge 440 /1997 - Direttiva n. 81 del 5 ottobre 2007- con particolare riferimento a quelli previsti per l’ampliamento dei Piani dell’offerta formativa e per la formazione del personale della scuola;

• risorse relative agli specifici stanziamenti per la realizzazione dell’obbligo di istruzione.

Alla realizzazione dell’obbligo di istruzione possono concorrere anche le risorse aggiuntive disponibili nell’ambito del PON di cui è titolare questo Ministero, oltre alle eventuali ulteriori risorse messe a disposizione dalle Regioni, dagli Enti locali e da altri soggetti pubblici e privati.”

E’ evidente che, almeno per quest’anno, non viene stanziato un euro fresco per l’ambiziosa operazione!

 a cura di Sabina Poscetti 

Allegati

 Documento sulle Linee guida