COMUNICATO STAMPA
Azzerata ogni
innovazione nella nuova bozza di decreto sulla Formazione iniziale e
reclutamento dei docenti
“Finalmente si volta
pagina” era il titolo ( e il senso ) del nostro comunicato stampa a commento della prima
bozza di decreto attuativo dell’art. 5 della Legge 53 sulla formazione iniziale, presentata nel Luglio scorso.
Un marcia indietro in piena regola la nuova bozza, redatta dopo circa sei mesi. Sei mesi evidentemente densi di ripensamenti che hanno, ancora una volta, portato verso l’accoglimento delle pressanti richieste delle forze più conservatrici del nostro Paese.
Il criterio ispiratore di questo nuovo percorso, denominato “procedura selettiva”, sembra essere improntato non sul delineare nuovi contorni di tipo professionistico per l’accesso alla professione, basati sul superamento (una volta terminata una normale fase transitoria) del sistema delle graduatorie e sulla creazione di Albi professionali regionali ai quali le scuole, nella loro dimensione autonoma, potevano fare riferimento in relazione ai profili curriculari scelti, ma sul mantenere la vecchia struttura dirigista per cui si prevede che siano gli Uffici scolastici regionali ad assegnare, in base a graduatorie, i docenti alle scuole.
Tutto esattamente come prima.
La “sparizione” degli Albi professionali regionali, la ricomparsa dei vecchi quanto aleatori Comitati di valutazione (resuscitati anche nell’ultima versione del DDL sugli Organi collegiali della Scuola) insieme alla volontà di definire con un provvedimento ministeriale e non per legge il profilo professionale dei docenti, la dice lunga sulle reali intenzioni di chi ha redatto questa bozza rispetto al portare a compimento il DDL sul nuovo Stato giuridico degli insegnanti.
Relativamente al percorso vero e proprio della formazione iniziale attraverso la laurea specialistica, è stata accolta la richiesta presentata da molte associazioni professionali di dare maggior peso agli esiti del tirocinio precedente il conseguimento della Laurea abilitante con una valutazione che tiene conto del giudizio formulato dal docente dell’istituzione scolastica presso cui si è svolto il tirocinio stesso.
Tuttavia quello che francamente ci sconcerta è la sparizione dalla fase transitoria di una riserva di posti (era già un modesto 25% ) per quei docenti specializzati nelle SSIS e nei corsi di Laurea per la formazione primaria. Non si è voluto cogliere che il vincolo tra formazione specifica e reclutamento, unico in grado di innalzare la qualità del sistema istruzione e contemporaneamente di porre fine al precariato, oggi identificato nella laurea specialistica, era già iniziato con il progetto delle SSIS ormai nel ’97 cui molti aspiranti docenti hanno aderito. Si perpetua così quella che francamente ci sembra una forma vessatoria nei confronti di risorse professionali qualificate già esistenti e che il Paese avrebbe tutto l’interesse ad utilizzare.
A nostro avviso l’aver, ancora una volta, ceduto alle logiche di politica occupazionale rappresentate dal vetero-sindacalismo attuale inibisce quel processo complessivo di riqualificazione dell’istruzione che si sostanzia, soprattutto, attraverso la valorizzazione delle migliori competenze professionali che un autentico e serio disegno riformatore dovrebbe finalmente attivare.
Ci auguriamo che la fase interlocutoria e di dialogo che il Ministro ha intrapreso per il completamento delle parti nodali della Riforma ( Secondo ciclo, formazione iniziale e reclutamento), possa portare a ritrovare quello spirito riformatore che, al momento, ci sembra essere stato dimenticato.
Roma 20 Gennaio
2005
Paola Tonna
Presidente A.P.E.F