Decreto legislativo applicativo Legge 53/03
(approvato al consiglio dei Ministri del 23.1.04)
Schema di decreto
legislativo concernente la definizione delle norme
generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione, ai
sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
VISTI gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione;
VISTA la legge 28 marzo 2003, n. 53, recante: .Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale;
VISTO il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 e successive modificazioni;
VISTA la legge 15 marzo 1997, n. 59 e successive modificazioni e, in particolare, l.articolo 21;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275;
VISTA la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 12 settembre 2003;
ACQUISITO il parere della Conferenza Unificata di cui all.articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281;
ACQUISITI i pareri delle competenti Commissioni del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, in data 21 gennaio 2003;
VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 23 gennaio 2003;
Su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro per la
funzione pubblica e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali;
il seguente decreto legislativo:
CAPO I
Scuola dell’infanzia
Articolo 1
Finalità della
scuola dell’infanzia
1. La
scuola dell’infanzia, non obbligatoria e di durata triennale, concorre
all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale,
religioso e sociale delle bambine e dei bambini promuovendone le
potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, e ad assicurare
un.effettiva eguaglianza delle opportunità educative; nel rispetto della
primaria responsabilità educativa dei genitori, contribuisce alla
formazione integrale delle bambine e dei bambini e, nella sua autonomia e
unitarietà didattica e pedagogica, realizza il profilo educativo e la continuità
educativa con il complesso dei servizi all’infanzia e con la scuola primaria.
2. È assicurata la generalizzazione dell’offerta formativa e la possibilità di
frequenza della scuola dell’infanzia. A tali fini si provvede attraverso
ulteriori decreti legislativi di cui all’articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n.53,
nel rispetto delle modalità di copertura finanziaria definite dall’articolo 7,
comma 8 della predetta legge.
3. Al fine di realizzare la continuità educativa di cui al comma 1, gli uffici
scolastici regionali promuovono appositi accordi con i competenti uffici delle
Regioni e degli Enti locali.
Articolo 2
Accesso alla scuola dell’infanzia
1. Alla scuola dell’infanzia possono essere iscritti le bambine e i bambini che compiono i tre anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.
Articolo 3
Attività educative
1.
L.orario annuale delle attività educative per la scuola dell’infanzia,
comprensivo della quota riservata alle Regioni, alle istituzioni scolastiche
autonome e all’insegnamento della religione cattolica in conformità
all’Accordo che apporta modifiche al Concordato lateranense e relativo
Protocollo addizionale, reso esecutivo con la legge 25 marzo 1985, n. 121, ed
alle conseguenti intese, si diversifica da un minimo di 875 ad un massimo di
1700 ore, a seconda dei progetti educativi delle singole scuole dell’infanzia,
tenuto conto delle richieste delle famiglie.
2. Al fine del conseguimento degli obiettivi formativi, i docenti curano la
personalizzazione delle attività educative, attraverso la relazione con la
famiglia in continuità con il primario contesto affettivo e di vita delle
bambine e dei bambini. Nell’esercizio dell’autonomia delle istituzioni
scolastiche sono attuate opportune forme di coordinamento didattico, anche per
assicurare il raccordo in continuità con il complesso dei servizi
all’infanzia e con la scuola primaria.
3. Allo scopo di garantire le attività educative di cui ai commi 1 e 2 è
costituito l.organico di istituto.
4. La scuola dell’infanzia cura la documentazione relativa al processo educativo
e, in particolare, all’autonomia personale delle bambine e dei bambini, con la
collaborazione delle famiglie.
CAPO II
Primo ciclo di istruzione
Articolo 4
Articolazione del ciclo e periodi
1. Il
primo ciclo d.istruzione è costituito dalla scuola primaria e dalla scuola
secondaria di primo grado, ciascuna caratterizzata dalla sua specificità. Esso
ha la durata di otto anni e costituisce il primo segmento in cui si realizza il
diritto-dovere all’istruzione e formazione.
2. La scuola primaria, della durata di cinque anni, è articolata in un primo
anno, raccordato con la scuola dell’infanzia e teso al raggiungimento delle
strumentalità di base, e in due periodi didattici biennali.
3. La scuola secondaria di primo grado, della durata di tre anni, si articola in
un periodo didattico biennale e in un terzo anno, che completa prioritariamente
il percorso disciplinare ed assicura l.orientamento ed il
raccordo con il secondo ciclo.
4. Il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado
avviene a seguito di valutazione positiva al termine del secondo periodo
didattico biennale.
5. Il primo ciclo di istruzione ha configurazione autonoma rispetto al secondo
ciclo di istruzione e si conclude con l.esame di Stato.
6. Le scuole statali appartenenti al primo ciclo possono essere aggregate tra
loro in istituti comprensivi anche comprendenti le scuole dell’infanzia
esistenti sullo stesso territorio.
CAPO III
La scuola primaria
Articolo 5
Finalità
1. La
scuola primaria, accogliendo e valorizzando le diversità individuali, ivi
comprese quelle derivanti dalle disabilità, promuove, nel rispetto delle
diversità individuali, lo sviluppo della personalità, ed ha il fine di far
acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità di base, ivi comprese quelle
relative all’alfabetizzazione informatica, fino alle prime sistemazioni
logicocritiche, di fare apprendere i mezzi espressivi, la lingua italiana e
l’alfabetizzazione nella lingua inglese, di porre le basi per l’utilizzazione di
metodologie scientifiche nello studio del mondo naturale, dei suoi fenomeni e
delle sue leggi, di valorizzare le capacità relazionali e di orientamento nello
spazio e nel tempo, di educare ai principi fondamentali della convivenza civile.
Articolo 6
Iscrizioni
1.
Sono iscritti al primo anno della scuola primaria le bambine e i bambini che
compiono i sei anni di età entro il 31 agosto dell’anno di riferimento.
2. Possono essere iscritti al primo anno della scuola primaria anche le bambine
e i bambini che compiono i sei anni di età entro il 30 aprile dell’anno
scolastico di riferimento.
Articolo 7
Attività educative e didattiche
1. Al
fine di garantire l.esercizio del diritto-dovere di cui all’articolo 4, comma 1,
l’orario annuale delle lezioni nella scuola primaria, comprensivo della quota
riservata alle Regioni, alle istituzioni scolastiche autonome e all’insegnamento
della religione cattolica in conformità alle norme concordatarie di cui
all’articolo 3, comma 1, ed alle conseguenti intese, è di 891 ore, oltre a
quanto previsto al comma 2.
2. Le istituzioni scolastiche, al fine di realizzare la personalizzazione del
piano di studi, organizzano, nell’ambito del piano dell’offerta formativa,
tenendo conto delle prevalenti richieste delle famiglie, attività e
insegnamenti, coerenti con il profilo educativo, per ulteriori 99 ore annue, la
cui scelta è facoltativa e opzionale per gli allievi, e la cui frequenza è
gratuita.
Gli allievi sono tenuti alla frequenza delle attività facoltative per le quali
le rispettive famiglie hanno esercitato l’opzione. Le predette richieste sono
formulate all’atto dell’iscrizione. Al fine di ampliare e razionalizzare la
scelta delle famiglie, le istituzioni scolastiche possono, nella loro autonomia,
organizzarsi anche in rete.
3. L.orario di cui ai commi 1 e 2 non comprende il tempo eventualmente dedicato
alla mensa.
4. Allo scopo di garantire le attività educative e didattiche, di cui ai commi 1
e 2, nonché l.assistenza educativa da parte del personale docente nel tempo
eventualmente dedicato alla mensa e al dopo mensa fino ad un massimo di 330 ore
annue fermo restando il limite del numero complessivo dei posti di
cui all.articolo 15, è costituito l.organico di istituto. Per lo svolgimento
delle attività e degli insegnamenti di cui al comma 2, ove essi richiedano una
specifica professionalità non riconducibile al profilo professionale dei docenti
della scuola primaria, le istituzioni scolastiche stipulano, nei limiti delle
risorse iscritte nei loro bilanci, contratti di prestazione d.opera con esperti,
in possesso di titoli definiti con decreto del Ministro dell’istruzione,
dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro per la funzione
pubblica.
5. L.organizzazione delle attività educative e didattiche rientra nell’autonomia
e nella responsabilità delle istituzioni scolastiche, fermo restando che il
perseguimento delle finalità di cui all’articolo 5, assicurato
dalla personalizzazione dei piani di studio, è affidato ai docenti responsabili
delle attività educative e didattiche, previste dai medesimi piani di studio. A
tal fine concorre prioritariamente, fatta salva la contitolarità didattica dei
docenti, per l’intera durata del corso, il docente in possesso di specifica
formazione che, in costante rapporto con le famiglie e con il territorio,
svolgefunzioni di orientamento in ordine alla scelta delle attività di cui al
comma 2, di tutorato degli allievi, di coordinamento delle attività educative e
didattiche, di cura delle relazioni con le famiglie e di cura della
documentazione del percorso formativo compiuto dall’allievo, con l.apporto degli
altri docenti.
6. Il docente al quale sono affidati i compiti previsti dal comma 5 assicura,
nei primi tre anni della scuola primaria, un’attività di insegnamento agli
alunni non inferiore alle 18 ore settimanali.
7. Il dirigente scolastico, sulla base di quanto stabilito dal piano
dell’offerta formativa e di criteri generali definiti dal collegio dei docenti e
dal consiglio di circolo o di istituto, dispone l’assegnazione dei docenti alle
classi avendo cura di garantire le condizioni per la continuità didattica nonché
la migliore utilizzazione delle competenze e delle esperienze professionali,
fermo restando quanto previsto dal comma 6.
8. Le istituzioni scolastiche definiscono le modalità di svolgimento dell’orario
delle attività didattiche sulla base del piano dell’offerta formativa, delle
disponibilità strutturali e dei servizi funzionanti, fatta salva comunque la
qualità dell’insegnamento-apprendimento.
9. Nell’organizzazione dell’orario settimanale i criteri della programmazione
delle attività educative devono rispettare una equilibrata ripartizione
dell’orario quotidiano tra le attività obbligatorie e quelle opzionali
facoltative.
Articolo 8
La
valutazione nella scuola primaria
1. La
valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli
alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite, sono affidate ai
docenti responsabili delle attività educative e didattiche previste dai piani di
studio personalizzati; agli stessi è affidata la valutazione dei periodi
didattici ai fini del passaggio al periodo successivo.
2. I medesimi docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non
ammettere l.alunno alla classe successiva, all’interno del periodo biennale, in
casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.
3. Il miglioramento dei processi di apprendimento e della relativa valutazione,
nonché la continuità didattica, sono assicurati anche attraverso la permanenza
dei docenti nella sede di titolarità almeno per il tempo
corrispondente al periodo didattico.
4. Gli alunni provenienti da scuola privata o familiare sono ammessi a sostenere
esami di idoneità per la frequenza delle classi seconda, terza, quarta e quinta.
La sessione di esami è unica. Per i candidati assenti per gravi e comprovati
motivi sono ammesse prove suppletive che devono concludersi prima dell’inizio
delle lezioni dell’anno scolastico successivo.
CAPO IV
Scuola secondaria di primo grado
Articolo 9
Finalità della scuola secondaria di I grado
1. La
scuola secondaria di primo grado, attraverso le discipline di studio, è
finalizzata alla crescita delle capacità autonome di studio e al rafforzamento
delle attitudini all’interazione sociale; organizza ed accresce, anche
attraverso l’alfabetizzazione e l’approfondimento nelle tecnologie informatiche,
le conoscenze e le abilità, anche in relazione alla tradizione culturale e alla
evoluzione sociale, culturale e scientifica della realtà contemporanea; è
caratterizzata dalla diversificazione didattica e metodologica in relazione allo
sviluppo della personalità dell’allievo; cura la dimensione sistematica delle
discipline; sviluppa progressivamente le competenze e le capacità di scelta
corrispondenti alle attitudini e vocazioni degli allievi; fornisce strumenti
adeguati alla prosecuzione delle attività di istruzione e di formazione;
introduce lo studio di una seconda lingua dell’Unione europea; aiuta ad
orientarsi per la successiva scelta di istruzione e formazione.
Articolo 10
Attività educative e didattiche
1. Al
fine di garantire l.esercizio del diritto-dovere di cui all’articolo 4, comma 1,
l’orario annuale delle lezioni nella scuola secondaria di primo grado,
comprensivo della quota riservata alle Regioni, alle istituzioni scolastiche
autonome e all’insegnamento della religione cattolica in conformità alle norme
concordatarie, di cui all’articolo 3, comma 1, ed alle conseguenti intese, è di
891 ore, oltre a quanto previsto al comma 2.
2. Le istituzioni scolastiche, al fine di realizzare la personalizzazione del
piano di studi, organizzano, nell’ambito del piano dell’offerta formativa,
tenendo conto delle prevalenti richieste delle famiglie, attività e
insegnamenti, coerenti con il profilo educativo, e con la prosecuzione degli
studi del secondo ciclo, per ulteriori 198 ore annue, la cui scelta è
facoltativa e opzionale per gli allievi e la cui frequenza è gratuita. Gli
allievi sono tenuti alla frequenza delle attività facoltative per le quali le
rispettive famiglie hanno esercitato l’opzione. Le predette richieste sono
formulate all’atto dell’iscrizione. Al fine di ampliare e razionalizzare la
scelta delle famiglie, le istituzioni scolastiche possono, nella loro autonomia,
organizzarsi anche in
rete.
3. L.orario di cui ai commi 1 e 2 non comprende il tempo eventualmente dedicato
alla mensa.
4. Allo scopo di garantire le attività educative e didattiche, di cui ai commi 1
e 2, nonché l.assistenza educativa da parte del personale docente nel tempo
eventualmente dedicato alla mensa e al dopo mensa fino ad un massimo di 231 ore
annue fermo restando il limite del numero complessivo dei posti di
cui all’articolo 15, è costituito l.organico di istituto. Per lo svolgimento
delle attività e degli insegnamenti di cui al comma 2, ove essi richiedano una
specifica professionalità non riconducibile agli ambiti disciplinari per i quali
è prevista l’abilitazione all’insegnamento, le istituzioni scolastiche
stipulano, nei limiti delle risorse iscritte nei loro bilanci, contratti di
prestazione d'opera con esperti, in possesso di titoli definiti con decreto del
Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il
Ministro per la funzione pubblica.
5. L’organizzazione delle attività educative e didattiche rientra nell’autonomia
e nella responsabilità delle istituzioni scolastiche, fermo restando che il
perseguimento delle finalità di cui all’articolo 9 è affidato,
anche attraverso la personalizzazione dei piani di studio, ai docenti
responsabili degli insegnamenti e delle attività educative e didattiche previste
dai medesimi piani di studio. A tal fine concorre prioritariamente, per l'intera
durata del corso, il docente in possesso di specifica formazione che, in
costante rapporto con le famiglie e con il territorio, svolge funzioni di
orientamento nella scelta delle attività di cui al comma 2, di tutorato degli
alunni, di coordinamento delle attività educative e didattiche, di cura delle
relazioni con le famiglie e di cura della documentazione del percorso formativo
compiuto dall’allievo, con l.apporto degli altri docenti.
Articolo 11
Valutazione, scrutini ed esami
1. Ai
fini della validità dell’anno, per la valutazione degli allievi è richiesta la
frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato di cui ai
commi 1 e 2 dell’articolo 10. Per casi eccezionali, le istituzioni scolastiche
possono autonomamente stabilire motivate deroghe al suddetto limite.
2. La valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento
degli allievi e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono
affidate ai docenti responsabili degli insegnamenti e delle attività educative e
didattiche previsti dai piani di studio personalizzati.
Sulla base degli esiti della valutazione periodica, le istituzioni scolastiche
predispongono gli interventi educativi e didattici, ritenuti necessari al
recupero e allo sviluppo degli apprendimenti.
3. I docenti effettuano la valutazione biennale ai fini del passaggio al terzo
anno, avendo cura di accertare il raggiungimento di tutti gli obiettivi
formativi del biennio, valutando altresì il comportamento degli alunni. Gli
stessi, in casi motivati, possono non ammettere l’allievo alla classe successiva
all’interno del periodo biennale.
4. Il terzo anno della scuola secondaria di I grado si conclude con un esame di
Stato.
5. Alle classi seconda e terza si accede anche per esame di idoneità, al quale
sono ammessi i candidati privatisti che abbiano compiuto o compiano entro il 30
aprile dell’anno scolastico di riferimento, rispettivamente, l’undicesimo e il
dodicesimo anno di età e che siano in possesso del titolo di ammissione alla
prima classe della scuola secondaria di primo grado, e i candidati che abbiano
conseguito il predetto titolo, rispettivamente, da almeno uno o due anni.
6. All’esame di Stato di cui al comma 4 sono ammessi anche i candidati
privatisti che abbiano compiuto, entro il 30 aprile dell’anno scolastico di
riferimento, il tredicesimo anno di età e che siano in possesso del titolo di
ammissione alla prima classe della scuola secondaria di primo grado. Sono
inoltre ammessi i candidati che abbiano conseguito il predetto titolo da almeno
un triennio e i candidati che nell’anno in corso compiano ventitre anni di età.
7. Il miglioramento dei processi di apprendimento e della relativa valutazione,
nonché la continuità didattica, sono assicurati anche attraverso la permanenza
dei docenti nella sede di titolarità, almeno per il tempo corrispondente al
periodo didattico.
CAPO V
Norme finali e transitorie
Articolo 12
Scuola
dell’infanzia
1.
Nell’anno scolastico 2003-2004 possono essere iscritti alla scuola
dell’infanzia, in forma di sperimentazione, volta anche alla definizione delle
esigenze di nuove professionalità e modalità organizzative, le bambine e i
bambini che compiono i tre anni di età entro il 28 febbraio 2004,
compatibilmente con la disponibilità dei posti, la recettività delle strutture,
la funzionalità dei servizi, e delle risorse finanziarie dei comuni, secondo gli
obblighi conferiti dall’ordinamento e nel rispetto dei limiti posti alla finanza
comunale dal patto di stabilità. Dovrà essere favorita omogeneità di
distribuzione, sul territorio nazionale, dei livelli di servizio, senza
penalizzare o limitare le opportunità esistenti. Alle stesse condizioni e
modalità, per gli anni scolastici successivi può essere consentita un’ulteriore,
graduale anticipazione, fino al limite temporale di cui all’articolo 2. Il
Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca provvede, con proprio
decreto, sentita l'Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia (ANCI), salvo
quanto previsto all’articolo 7, comma 4 della legge 28 marzo 2003, n.53, a
modulare le anticipazioni, garantendo comunque il rispetto del limite di spesa
di cui all’articolo 18.
2. Al fine di armonizzare il passaggio al nuovo ordinamento, fino all’emanazione
delle norme regolamentari di cui all’articolo 8 del decreto del Presidente della
Repubblica 8 marzo 1999, n.275, si adotta in via transitoria
L’assetto pedagogico, didattico ed organizzativo individuato nell’allegato A.
Articolo 13
Scuola
primaria
1.
Nell’anno scolastico 2003-2004 possono essere iscritti alla scuola primaria le
bambine e i bambini che compiono i sei anni di età entro il 28 febbraio 2004.
Per gli anni scolastici successivi può essere consentita, con decreto del
Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, un’ulteriore
anticipazione delle iscrizioni, fino al limite temporale previsto dal precedente
articolo 6, comma 2.
2. Per l.attuazione delle disposizioni del presente decreto sono avviate,
dall’anno scolastico 2003-2004, la prima e la seconda classe della scuola
primaria e, a decorrere dall’anno scolastico 2004-2005, la terza, la quarta e la
quinta classe.
3. Al fine di armonizzare il passaggio al nuovo ordinamento, l’avvio del primo
ciclo di istruzione ha carattere di gradualità. Fino all’emanazione delle norme
regolamentari di cui all’articolo 8 del decreto Presidente della
Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, si adotta, in via transitoria, l'assetto
pedagogico, didattico e organizzativo individuato nell’allegato B, facendo
riferimento al profilo educativo, culturale e professionale individuato
nell’allegato D.
Articolo 14
Scuola
secondaria di I grado
1. A
decorrere dall’anno scolastico 2004-2005 è avviata la prima classe del biennio
della scuola secondaria di primo grado; saranno successivamente avviate,
dall’anno scolastico 2005-2006, la seconda classe del predetto biennio e,
dall’anno scolastico 2006-2007, la terza classe di completamento del ciclo.
2. Fino all’emanazione delle norme regolamentari di cui all’articolo 8 del
decreto Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, si adotta, in via
transitoria, l.assetto pedagogico, didattico e organizzativo individuato
nell’allegato C, facendo riferimento al profilo educativo culturale e
professionale individuato nell’allegato D.
3. Al fine di assicurare il passaggio graduale al nuovo ordinamento per l'anno
scolastico 2004/2005, e fino alla messa a regime della scuola secondaria di
primo grado, l'assetto organico delle scuole secondarie di primo grado come
definito dall’articolo 10, comma 4 . viene confermato secondo i criteri fissati
nel decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 1982, n. 782.
4. In attesa dell’emanazione delle norme regolamentari di cui all’articolo 8 del
decreto del Presidente della Repubblica n.275 del 1999, le istituzioni
scolastiche, nell’esercizio della propria autonomia didattica ed organizzativa,
provvedono ad adeguare la configurazione oraria delle cattedre e dei posti di
insegnamento ai nuovi piani di studio allegati al presente decreto.
5. Ai fini dell’espletamento dell’orario di servizio obbligatorio il personale
docente interessato ad una diminuzione del suo attuale orario di cattedra viene
utilizzato per le finalità e per le attività educative e didattiche individuate,
rispettivamente, dall’articolo 9 e dall’articolo 10 del presente decreto
legislativo.
6. Entro un anno dalla entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono
ridefinite le classi di abilitazione all’insegnamento in coerenza con i nuovi
piani di studio della scuola secondaria di primo grado.
Articolo 15
Attività di tempo pieno e di tempo prolungato
1. Al
fine di realizzare le attività educative di cui all’articolo 7, commi 1, 2 e 3 e
all’articolo 10, commi 1, 2 e 3, è confermato in via di prima applicazione, per
l'anno scolastico 2004/2005, il numero dei posti attivati complessivamente a
livello nazionale per l’anno scolastico 2003/2004 per le attività di tempo pieno
e di tempo prolungato ai sensi delle norme previgenti. Per gli anni successivi,
ulteriori incrementi di posti, per le stesse finalità, possono essere attivati
nell’ambito della consistenza dell’organico complessivo del personale
docente dei corrispondenti ordini di scuola determinata con decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze.
Articolo 16
Frequenza del primo ciclo dell’istruzione
1. Restano in vigore, in attesa dell’emanazione del decreto legislativo con il quale sarà ridefinito ed ampliato, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera c) della legge 28 marzo 2003, n.53, l.obbligo di istruzione di cui all’articolo 34della Costituzione, le sanzioni previste dalle vigenti disposizioni per il caso di mancata frequenza del primo ciclo dell’istruzione.
Articolo 17
Disposizioni particolari per le Regioni a statuto speciale e per le Province
autonome di Trento e Bolzano
1.
Sono fatte salve le competenze delle Regioni a statuto speciale e delle Province
autonome di Trento e Bolzano in conformità ai rispettivi statuti e relative
norme di attuazione, nonché alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3.
2. Fermo restando quanto stabilito dal comma 1, nel territorio della provincia
di Trento, il presente decreto si applica compatibilmente con quanto stabilito
dall’Intesa tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e
la provincia autonoma di Trento sottoscritta il 12 giugno 2002, come integrata
il 29 luglio 2003; in particolare sono fatte salve, per i tre anni scolastici
successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto, le iniziative
finalizzate all’innovazione, relative al primo ciclo dell’istruzione avviate
sulla base della predetta intesa a partire dal 1° settembre 2003.
Articolo 18
Norma
finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 6, comma 2, dell’articolo 12, comma 1, dell’articolo 13, comma 1, limitatamente alla scuola dell’infanzia statale e alla scuola primaria statale, determinati nella misura massima di 12.731 migliaia di euro per l.anno 2003, 45.829 migliaia di euro per l'anno 2004 e 66.198 migliaia di euro a decorrere dall’anno 2005, si provvede con i fondi previsti allo scopo dall’articolo 7, comma 5 della legge n.53 del 2003.
Articolo 19
Norme
finali e Abrogazioni
1.
Sono fatti salvi gli interventi previsti, per gli alunni in situazione di
handicap, dalla legge 5 febbraio 1992, n.104.
2. Le espressioni “scuola materna”, “scuola elementare” e “scuola media”
contenute nelle disposizioni vigenti si intendono sostituite dalle espressioni,
rispettivamente, “scuola dell’infanzia”, “scuola primaria” e “scuola
secondaria di primo grado”.
3. Le seguenti disposizioni del testo unico approvato con decreto legislativo 16
aprile 1994, n. 297 continuano ad applicarsi limitatamente alle sezioni di
scuola materna e alle classi di scuola elementare e di scuola media ancora
funzionanti secondo il precedente ordinamento, ed agli alunni ad essi iscritti,
e sono abrogate a decorrere dall’anno scolastico successivo al completo
esaurimento delle predette sezioni e classi: articolo 99, commi 1 e 2; articolo
104; articolo 109, commi 2 e 3; articolo 118; articolo 119; articolo 128, commi
3 e 4; articolo 145; articolo 148; articolo 149; articolo 150; articolo 161,
comma 2; articolo 176; articolo 177; articolo 178, commi 1 e 3; articolo 183,
comma 2; articolo 442.
4. Le seguenti disposizioni del testo unico di cui al comma 3 sono abrogate a
decorrere dall’anno scolastico successivo all’entrata in vigore del presente
decreto: articolo 129; articolo 130; articolo 143, comma 1; articolo 147;
articolo 162, comma 5; articolo 178, comma 2.
5. E. abrogata ogni altra disposizione incompatibile con le norme del presente
decreto.
6. Al testo unico di cui al comma 3 sono apportate le seguenti modificazioni: a)
all’articolo 100, comma 1 le parole “di cui all’articolo 99” sono soppresse; b)
all’articolo 183, comma 1 le parole “a norma dell’articolo 177, comma 5” sono
soppresse.
7. Il presente decreto entra in vigore alla data della sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.