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UNA NOVITA’ DI GRANDE INTERESSE Editoriale di Apefnews Febbraio 2003di Antonio Porcu Nel suo ultimo congresso">
UNA NOVITA’ DI
GRANDE INTERESSE di Antonio Porcu Nel suo ultimo congresso, svoltosi a Montecatini
Terme dal 5 all’8 dicembre 2002 l’A.N.P, l’
organizzazione professionale sindacale dei dirigenti scolastici, ha preso una
decisione che ci sembra di grande interesse: rappresentare non solo i dirigenti
in senso formale ma anche tutte le “alte professionalità” della scuola oggi
ancora prive di riconoscimento formale. Si tratta “in sostanza dei docenti che,
a partire dal vicario, svolgono funzioni qualificate di coordinamento e di
collaborazione nei tanti ambiti di competenza della nuova scuola
dell’autonomia, inclusa la formazione dei docenti stessi e le attività di
ricerca e studio presso amministrazioni o enti;
figure intermedie di docenti, designati dal dirigente o portatori di un
mandato dei colleghi, il cui compito si colloca a metà strada tra la didattica
e la metadidattica, tra funzioni di linea e quelle di
staff”. Già esposta in questi termini, la decisione dell’ANP è tale da
suscitare l’immediato interesse dell’APEF che sulla necessità di tali figure
intermedie, e su quella di una loro individuazione non casuale o meramente
assembleare, insiste: come condizione necessaria per la funzionalità della
scuola dell’autonomia e per costruire una “carriera” basata su ulteriori
competenze dei docenti, formati e certificati. Ma non si tratta solo di questo. Per un verso
infatti l’ANP apre non solo ai docenti che GIA’ svolgono tali funzioni ma anche a quelli che
intendono svolgerle in futuro; per un altro a tutti quelli che condividono il
concetto di scuola come luogo di per sé di alta professionalità, dove il merito
sia riconosciuto in un quadro di valutazione trasparente del servizio prestato.
Inoltre, la decisione è collegata all’acquisto da parte del dirigente “della
consapevolezza del venir meno del suo isolamento all’interno dell’istituzione
affidata alla sua responsabilità” e che la scuola per funzionare deve
sviluppare competenze e responsabilità complesse e DIFFUSE lungo tutti i
versanti, da quello gestionale-organizzativo a quello
progettuale-didattico. Siamo lontani, come si vede, dalla concezione monocratico-manageriale, dell’accentramento decisionale e
della linea di comando gerarchico del dirigente scolastico, e molto più vicini
a quella del management diffuso e orizzontale che l’APEF
sostiene: del management cioè che tende a distribuirsi su ruoli e livelli di
responsabilità in parte diversi e a coinvolgere un maggior numero di profili
lavorativi professionalmente qualificati, in un modello di responsabilità
condivise e di decisioni distribuite tra più soggetti. Il docente, quale lo
intende e lo propone l’APEF, non può che compiacersi che un’organizzazione di
dirigenti come l’ANP, che oltre che rappresentare attualmente la maggior parte
della categoria, si presenta come la voce più chiara ed ascoltata della
necessità della scuola come luogo di alta professionalità, al di fuori dei
riti, dei giochi, del burocraticismo delle strumentalizzazioni del sindacalismo
tradizionale, vecchio e nuovo, abbia assunto esplicitamente tali posizioni. Esse infatti consentono di superare la logica delle contrapposizioni, e
della conflittualità esasperata e inutile, che ne deriva tra dirigenti e docenti,
che hanno trovato il loro punto focale in quelle orribili istituzioni vetero operaistiche che sono le
RSU di istituto. Consentono anche a docenti e dirigenti di creare nelle scuole
un clima positivo grazie all’alleanza strategica tra dirigenti e docenti, ma
anche con i DGSA, che infatti hanno già
provveduto ad una loro specifica rappresentanza sindacale all’interno
dell’ANQUAP, aderente alla CIDA (Confederazione Italiana Dirigenti di Azienda)
di cui è parte anche l’ANP. Da questa alleanza dipende anche il rafforzamento
dell’autonomia delle scuole, continuamente minacciata da rigurgiti di
centralismo statale, o oggi anche regionale. E’ evidente che aprono anche prospettive davvero
interessanti sotto il punto di vista della rapprentanza,
sia sul piano del rapporto con le istituzioni politiche, in vista della
risoluzione dei problemi tanto dei dirigenti che dei docenti dal punto di vista
legislativo, sia su quello strettamente sindacale: un blocco dirigenti docenti
potrebbe essere in grado davvero, e finalmente, di mettere in crisi la
rappresentanza del mondo della scuola dei sindacati tradizionali,
caratterizzata ormai da un conservatorismo senza prospettive: dannoso per la
scuola e inconcludente per i docenti che hanno una visione davvero moderna e professionale
della loro attività. L’APEF, in cui già l’ANP ha individuato, e
giustamente, l’interlocutore più omogeneo idealmente per un’azione sinergica,
ha già colto le opportunità che ai
docenti italiani le posizioni dell’associazione professionale dei dirigenti
prospettano. In questo stesso numero si può leggere il protocollo di intesa
siglato tra le due organizzazioni. Come si può constatare l’ANP, che ha assunto il nuovo nome di “Associazione
dirigenti e alte professionalità della scuola” e l’APEF stipulano un patto di
affiliazione, in cui i due soggetti assumono oneri e doveri reciproci chiari e
precisi. Siamo convinti
che siamo alle soglie di nuovi rapporti veramente professionali
all’interno delle scuole dell’autonomia del sistema pubblico di istruzione e in
presenza di un nuovo soggetto “politico-sindacale” in grado di rappresentare in
modo innovativo i problemi e le esigenze dei professionisti dell’istruzione. |