Comitato per la valutazione del servizio dei docenti: istruzioni per l’uso composizione e compiti

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di Katjuscia Pitino

Rassegna stampa da Orizzonte Scuola 25/8/15

Lo status del vecchio Comitato per la valutazione del servizio dei docenti, rubricato adesso “Comitato per la valutazione dei docenti” ex art.11 del D.Lgs. 297 del 1994 è stato novellato dal comma 129 dell’art.1 della Legge n.107 del 13 luglio 2015, cosiddetta “legge buona scuola”. La guida A prescindere dal nuovo assetto normativo dato all’organo collegiale che si presenta modificato nella composizione e per certi versi nel ruolo, molte perplessità sorgono su come in effetti sarà gestito a breve il suo funzionamento all’interno delle istituzioni scolastiche. Allo stato dell’arte emergono infatti alcuni vuoti che potrebbero definirsi procedurali, ingenuamente trascurati dall’articolo novellato, ma che al contrario, se fossero stati colmati, avrebbero marcato i confini entro cui l’organo stesso dovrà in futuro operare.

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Legge 107/2015 – I contenuti in sintesi

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Il provvedimento – che si compone ora di un unico articolo con 212 commi – intende disciplinare l’autonomia delle istituzioni scolastiche dotando le stesse delle risorse umane, materiali e finanziarie, nonché della flessibilità, necessarie a realizzare le proprie scelte formative e organizzative (art. 1, co. 1-4).

In particolare, prevede, nel testo come modificato nei due rami del Parlamento:
• l’introduzione della programmazione triennale dell’offerta formativa. Nel Piano triennale le scuole indicheranno il fabbisogno di personale docente e ATA (per quest’ultimo, nel rispetto dei limiti e dei parametri stabiliti dal D.P.R. 119/2009), nonchè le infrastrutture e le attrezzature materiali di cui hanno bisogno per l’espansione dell’offerta formativa. Obiettivi di quest’ultima sono, fra gli altri, il potenziamento dell’insegnamento linguistico in italiano e in altre lingue europee, anche tramite l’utilizzo della metodologia CLIL, il potenziamento delle competenze matematiche, logiche e scientifiche, di musica e arte, giuridiche ed economiche, digitali, lo sviluppo delle discipline motorie, nonché l’apertura pomeridiana della scuola, il contrasto della dispersione scolastica e della discriminazione, l’incremento dell’alternanza scuola-lavoro, la riduzione del numero di alunni per classe, l’alfabetizzazione e il perfezionamento dell’italiano come lingua seconda (L2) per alunni e studenti di cittadinanza e/o di lingua non italiana, la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, l’educazione alla parità di genere, la definizione di un sistema di orientamento.

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Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti

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LEGGE 13 luglio 2015, n. 107

Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti. (15G00122) (GU n.162 del 15-7-2015)
Vigente al: 16-7-2015

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga

la seguente legge:

Art. 1 1. Per affermare il ruolo centrale della scuola nella societa’ della conoscenza e innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle studentesse e degli studenti, rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento, per contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali, per prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica, in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale dei diversi gradi di istruzione, per realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva, per garantire il diritto allo studio, le pari opportunita’ di successo formativo e di istruzione permanente dei cittadini, la presente legge da’ piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, anche in relazione alla dotazione finanziaria.

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La Buona Scuola diventa legge ma …l’Autonomia ce la farà?

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Il DDl Scuola è diventato legge, dopo un lunghissimo iter durato quasi un anno, il testo è stato approvato alla Camera con 277 voti favorevoli, 173 contrari e 4 astenuti. Ora il documento arriverà alla firma del Presidente della Repubblica per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Rispetto al testo approvato dal Senato non ci sono modifiche, in quanto non sono stati ammessi emendamenti in questa ultima fase del dibattito. E quindi possibile, in attesa dell’uscita in G.U., consultare il testo del maxiemendamento già pubblicato nel nostro sito www.apefassociazione.it, sezione Buona Scuola. Il MIUR dopo l’approvazione ha pubblicato una sintesi della legge di riforma con delle schede relative ai punti salienti.

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ORDINE DEL GIORNO AC 2994 B – Camera dei Deputati

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CAMERA DEI DEPUTATI
ORDINE DEL GIORNO AC 2994 – B
Seduta del giorno 8 luglio 2015

La Camera, premesso che, il provvedimento in esame, nei commi 5-7 prevede l’istituzione dell’organico dell’autonomia i cui docenti concorrono alla realizzazione del piano triennale dell’offerta formativa con attività di insegnamento, potenziamento, sostegno, organizzazione, progettazione, coordinamento;

l’individuazione del fabbisogno dei posti dell’organico, affidata alle scuole, dovrà essere finalizzata al raggiungimento dei vari obiettivi formativi; l’attivazione nel 2° biennio e nell’ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado degli insegnamenti opzionali (co 28/32);

il rafforzamento del collegamento tra scuola e mondo del lavoro comprensivo dell’istituzione di percorsi didattici di alternanza scuola-lavoro e di laboratori territoriali per l’occupabilità (co 33-44); nella ripartizione dell’organico dell’autonomia fra gli ambiti territoriali (co 62- 77) è paventata l’eventualità di utilizzazione di docenti di classi di concorso diverse in caso di assenza di personale abilitato;

nel piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente delle scuole statali (co 95-114) per il quale la “tabella 1” prevede l’assunzione di 48.812 docenti destinati alle finalità di potenziamento dell’offerta formativa e di copertura supplenze temporanee nella scuola primaria e secondaria lasciando alla valutazione degli Uffici Scolastici Regionali la ripartizione tra classi di concorso;

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DDL Scuola approvato al Senato

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Ieri l’Aula del Senato ha votato la fiducia sulla legge di riforma della Scuola con 159 voti a favore su una maggioranza richiesta di 136. Com’è noto il Governo, per superare l’empasse dei circa tremila emendamenti presentati dalle opposizioni è dovuto ricorrere ad un maxiemendamento che ha sostituito il precedente testo. Il testo ora ritorna alla Camera, dove verrà discusso il prossimo 7 luglio. (Il testo integrale è pubblicato sul sito Apef nella sez. Buona Scuola).

Rispetto al precedente testo approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, il passaggio in Commissione del senato con le ulteriori audizioni, hanno introdotto nel nuovo testo in effetti ben poche novità. Si ha l’impressione che le tensioni emerse siano di natura squisitamente politica più che di sostanza. Il governo paga evidentemente il prezzo per aver operato un ridimensionamento negli equilibri finora garantiti con le forze sociali.

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Il testo del Maxi-emendamento sulla Buona Scuola presentato al Senato per il voto di fiducia

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Legislatura 17ª – 7ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 199 del 23/06/2015 EMENDAMENTO DEI RELATORI N. 1934

1.1000

I RELATORI

Gli articoli da 1 a 26 sono sostituiti dal seguente:
«Art. 1. – (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti) – 1. Per affermare il ruolo centrale della scuola nella società della conoscenza e innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle studentesse e degli studenti, rispettando ne i tempi e gli stili di apprendimento, contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali, prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica, in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale dei diversi gradi di istruzione, realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva, garantire il diritto allo studio, le pari opportunità di successo formativo e di istruzione permanente dei cittadini, la presente legge dà piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, anche in relazione alla dotazione finanziaria.

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