Documento Bertagna e Formazione iniziale

 

Pubblichiamo il documento inviatoci dai Coordinatori delle SSIS Toscana">

Documento Bertagna e Formazione iniziale

 

Pubblichiamo il documento inviatoci dai Coordinatori delle SSIS Toscana, in relazione alla questione della formazione iniziale degli insegnanti come delineata nel documento, soprattutto in relazione alla ipotizzata transizione dalle scuole di specializzazione alla laurea specialistica per l'insegnamento.

L'APEF ritiene che la questione del reclutamento e della formazione iniziale, trovino nel documento Bertagna una soluzione interessante e finalmente innovativa.

Con questo documento già inviato al Ministro ed allo stesso Prof .Bertagna, le cui linee sosteniamo, intendiamo proseguire nel dibattito in corso, specificatamente per quanto riguarda la costituzione di figure professionali di docenti, che trovano in ambito universitario la loro più coerente formazione.

 

       DOCUMENTO SULLA FORMAZIONE DEI DOCENTI

 

APPROVATO DAI SUPERVISORI AL TIROCINIO DELLA SSIS TOSCANA

 

 

In questa fase di riflessione nazionale sulla scuola e in vista della prossima convocazione dei cosiddetti "Stati generali", i Supervisori di Tirocinio (SVT) della Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario della Toscana ritengono necessario intervenire sottoponendo all'attenzione di tutti i soggetti interessati le seguenti riflessioni, cui sono connesse le specifiche richieste che di seguito sono formulate.

Innanzitutto esprimono una valutazione positiva sulla strutturazione interateneo, a livello regionale, della SSIS della Toscana, e sul percorso formativo da essa proposto, caratterizzato dall'intreccio fra teoria (lezioni disciplinari e area trasversale), tecnica (laboratori didattici) e pratica (tirocinio in situazione reale).
In questo contesto, proprio i SVT hanno esercitato l'importante ruolo di raccordo tra ambiti disciplinari, laboratori e realtà della scuola, garantendo l'articolazione di questi tre momenti formativi, sia attraverso l'organizzazione del tirocinio, sia attraverso la gestione di parti significative delle attività di laboratorio.

L'esperienza del tirocinio ha realizzato per la prima volta attorno a una struttura universitaria una rete diffusa di istituzioni scolastiche e di singoli insegnanti tutor particolarmente coinvolti nella sperimentazione e nella ricerca di una osmosi di linguaggi e competenze con il mondo accademico. L’attività dei laboratori, d'altro canto, è risultata decisiva allo scopo di finalizzare in direzione della didattica i contributi specialistici (evitando che essi si presentassero come mera ripetizione di insegnamenti già seguiti nella preparazione universitaria), di tradurre operativamente le indicazioni
provenienti dalle scienze dell'educazione e di far sì che il tirocinio potesse rappresentare un'esperienza realmente meditata e dunque professionalizzante.
 
I SVT ritengono pertanto necessario confermare, anche per il futuro, l'esistenza di una specifica struttura per la formazione iniziale dei docenti che, analogamente a quanto la SSIS si è mostrata in grado di realizzare, consenta l'incontro tra scuola ed università. E sono convinti che, anche nella prospettiva di una evoluzione del percorso formativo (formazione iniziale e formazione in accesso), trovi spazio un rinnovato ruolo di supervisione da sviluppare sull'esperienza già avviata.
L'ipotesi elaborata dal Gruppo Ristretto di Lavoro presieduto dal prof. Bertagna prospetta varianti applicative diverse. Al di là di quella che sarà la scelta definitiva, i SVT toscani propendono affinché al suo interno venga valorizzata al massimo l'esperienza pregressa, nei suoi momenti positivi come la regionalizzazione, che ha visto la soluzione di problemi che difficilmente un singolo Ateneo, e ancor meno una singola Facoltà, avrebbero potuto risolvere.
In ogni caso apprezzano il fatto che, nella nuova ipotesi di percorso costituito da laurea specialistica e successivo biennio in diretta situazione professionale, la "triangolazione teoria, tecnica e pratica" risulti ancora centrale e il binomio laboratorio-tirocinio venga riproposto, con diverse caratteristiche, sia a livello della laurea specialistica, che nel successivo percorso di accesso alla professione attraverso il biennio di praticantato.

Auspicano comunque che Università e Scuola, in collaborazione paritaria, oltre a decretare la conferma in ruolo del laureato specialista in insegnamento, previa valutazione dei due anni in situazione professionale, così come proposto dal Gruppo Ristretto di Lavoro, collaborino fattivamente anche nel biennio della laurea specialistica,  con un tirocinio che non sia solo osservativo e col laboratorio didattico come momento tecnico accompagnato alla formazione accademica e in rapporto con il tirocinio.
Ritengono dunque che, quali che siano gli scenari che vanno prefigurandosi, rimarrà comunque indispensabile, nel percorso di formazione dei nuovi insegnanti, una figura professionale di raccordo tra scuola e università come quella degli attuali SVT delle SSIS: insegnanti esperti,
selezionati per la loro capacità di dialogare con la ricerca disciplinare, per la loro competenza nell'organizzare la sperimentazione didattica, per la loro conoscenza della realtà della scuola
.
Osservano invece che nell'ipotesi elaborata dal Gruppo Ristretto di Lavoro non compaiono, almeno espressamente, figure del genere e ne esplicitano quindi la richiesta, al fine di evitare il rischio di riprodurre una dannosa scissione fra le attività dell'Università (interessata alla gestione delle lauree
specialistiche) e della Scuola (a cui demandare la parte professionale).

Sulla base di queste considerazioni, i SVT della SSIS della Toscana formulano le seguenti richieste.

1. Riconoscimento del profilo professionale del SVT e inserimento di questa figura, o di una similare, nell’ambito dei soggetti necessariamente coinvolti nelle future istituzioni volte alla formazione iniziale e in accesso degli insegnanti. Tra le forme di mobilità di carriera previste dal documento del Gruppo Ristretto di Lavoro (figure di sistema, "università tecnica", modulo di riallineamento), potrebbe facilmente essere inclusa una tale figura.

2. Abolizione (o revoca degli effetti) della norma che prevede l'impossibilità per un SVT di essere confermato dopo quattro anni di servizio (primi due anni, più eventuale riconferma biennale). Tale norma appare difficilmente conciliabile con il principio costituzionale di buona amministrazione, oltre che con il buon senso, dato che impedisce di utilizzare professionalità acquisite e di sfruttare a pieno esperienze realizzate; essa inoltre contraddice l'idea di una centralità delle esperienze più precisamente professionalizzanti, in quanto le affida a personale solo precariamente preso in prestito dalla scuola; né si giustifica con la necessità di recuperare un rapporto con la scuola, che il SVT, in virtù del carattere parziale del suo esonero, non ha mai perso.

Per sgombrare il campo da ogni possibile equivoco, non si intende qui richiedere forme di stabilizzazione dell’esistente o garanzie rispetto a privilegi acquisiti. Si intende solamente rivendicare il peso di un servizio reso dopo aver sostenuto e vinto un pubblico concorso e il diritto ad una possibile conferma per chi esercita in modo competente una funzione professionale elevata. Si chiede pertanto che l’incarico di SVT possa essere rinnovato oltre il quadriennio, lasciando aperta la discussione sulle forme che si riterranno più opportune per realizzare tale rinnovo (riconferma su domanda, riconferma dietro rendicontazione dell’attività e parere favorevole espresso dagli organi accademici competenti, possibilità di partecipare a nuovi concorsi alla scadenza dell’incarico con capitalizzazione dell’esperienza pregressa…).


3. Effettivo completamento del primo quadriennio di semiesonero mediante lo spostamento dell’attuale scadenza al 31 agosto 2004. Occorre infatti tener conto che i primi SVT hanno conseguito la nomina ed iniziato la loro attività quando l’anno scolastico da cui è decorso l’incarico (1999/2000) era quasi alla conclusione; appare inoltre doveroso riconoscere che essi si sono dovuti sobbarcare un lavoro eccezionale per attivare dal nulla le attività della SSIS loro affidate; tanto più la proroga ha ragion d’essere in un momento in cui potrebbe esser necessario far fronte a situazioni di transizione in tempi ravvicinati. Il provvedimento, su cui i rappresentanti nazionali dei SVT hanno riscontrato il parere favorevole dello stesso prof. Bertagna, trova per altro un precedente in una analoga disposizione applicata dalla Direzione scolastica regionale dell’Emilia-Romagna.


4. Riconoscimento economico dell'attività svolta considerando che essa: corrisponde a competenze  e funzioni nuove legate alla sperimentazione e alla ricerca didattica; richiede un impegno orario superiore a quello contrattuale; comporta disagi determinati dalla necessità di frequenti spostamenti, dall'onere di lavorare in due Amministrazioni - ognuna con esigenze e tempi propri –, dalla assoluta difficoltà di assumere ruoli con retribuzione aggiuntiva come quelli legati alle Funzioni Obiettivo, o svolgere nella scuola di appartenenza lavori retribuiti col Fondo d'Istituto.

5. Riconoscimento giuridico-normativo dell'attività svolta, sia come credito da far valere per ogni tipo di avanzamento di carriera, sia in termini di punteggio aggiuntivo in ogni graduatoria scolastica (dai trasferimenti ai concorsi a dirigente). Un similare riconoscimento, logicamente in proporzione all'attività svolta, dovrebbe essere garantito anche agli insegnanti tutor.

6. Prospettive di utilizzo delle competenze del SVT nella formazione in servizio, gestita a livello universitario o di amministrazione scolastica, e inserimento, a questo scopo, dei SVT in un'anagrafe dei formatori da costituire a livello regionale.


Dicembre 2001                                  Supervisori di Tirocinio della SSIS della Toscana