Documento Bertagna e Formazione iniziale
Pubblichiamo
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Documento Bertagna e Formazione iniziale Pubblichiamo
il documento inviatoci dai Coordinatori delle SSIS Toscana, in
relazione alla questione della formazione iniziale degli insegnanti come
delineata nel documento, soprattutto in relazione alla ipotizzata transizione
dalle scuole di specializzazione alla laurea specialistica per l'insegnamento. L'APEF ritiene che la questione del
reclutamento e della formazione iniziale, trovino nel documento Bertagna una soluzione interessante e finalmente
innovativa. Con
questo documento già inviato al Ministro ed allo stesso Prof .Bertagna, le cui linee sosteniamo,
intendiamo proseguire nel dibattito in corso, specificatamente per quanto
riguarda la costituzione di figure professionali di docenti, che trovano in
ambito universitario la loro più coerente formazione. DOCUMENTO SULLA
FORMAZIONE DEI DOCENTI APPROVATO
DAI SUPERVISORI AL TIROCINIO DELLA SSIS TOSCANA In questa fase
di riflessione nazionale sulla scuola e in vista della prossima convocazione
dei cosiddetti "Stati generali", i Supervisori di Tirocinio (SVT) della Scuola di Specializzazione per
l'Insegnamento Secondario della Toscana ritengono necessario intervenire
sottoponendo all'attenzione di tutti i soggetti interessati
le seguenti riflessioni, cui sono connesse le specifiche richieste che
di seguito sono formulate. L'esperienza del tirocinio ha
realizzato per la prima volta attorno a una struttura universitaria
una rete diffusa di istituzioni scolastiche e di singoli insegnanti tutor particolarmente coinvolti nella sperimentazione e
nella ricerca di una osmosi di linguaggi e competenze con il mondo accademico.
L’attività dei laboratori, d'altro canto, è risultata
decisiva allo scopo di finalizzare in direzione della didattica i contributi
specialistici (evitando che essi si presentassero come mera ripetizione di
insegnamenti già seguiti nella preparazione universitaria), di tradurre
operativamente le indicazioni Auspicano comunque
che Università e Scuola, in collaborazione paritaria, oltre a decretare la
conferma in ruolo del laureato specialista in insegnamento, previa valutazione
dei due anni in situazione professionale, così come proposto dal Gruppo
Ristretto di Lavoro, collaborino fattivamente anche nel biennio della laurea
specialistica, con un tirocinio che non sia solo osservativo
e col laboratorio didattico come momento tecnico accompagnato alla formazione
accademica e in rapporto con il tirocinio. Per sgombrare il campo da ogni
possibile equivoco, non si intende qui richiedere forme
di stabilizzazione dell’esistente o garanzie rispetto a privilegi acquisiti. Si intende solamente rivendicare il peso di un servizio reso
dopo aver sostenuto e vinto un pubblico concorso e il diritto ad una possibile
conferma per chi esercita in modo competente una funzione professionale
elevata. Si chiede pertanto che l’incarico di SVT possa essere rinnovato oltre
il quadriennio, lasciando aperta la discussione sulle forme che si riterranno
più opportune per realizzare tale rinnovo (riconferma su
domanda, riconferma dietro rendicontazione
dell’attività e parere favorevole espresso dagli organi accademici competenti,
possibilità di partecipare a nuovi concorsi alla scadenza dell’incarico con
capitalizzazione dell’esperienza pregressa…). 5. Riconoscimento giuridico-normativo dell'attività svolta, sia come
credito da far valere per ogni tipo di avanzamento di
carriera, sia in termini di punteggio aggiuntivo in ogni graduatoria scolastica
(dai trasferimenti ai concorsi a dirigente). Un similare riconoscimento,
logicamente in proporzione all'attività svolta, dovrebbe essere garantito anche
agli insegnanti tutor.
Innanzitutto esprimono una valutazione
positiva sulla strutturazione interateneo, a livello regionale, della SSIS
della Toscana, e sul percorso formativo da essa proposto, caratterizzato
dall'intreccio fra teoria (lezioni disciplinari e area trasversale), tecnica
(laboratori didattici) e pratica (tirocinio in situazione reale).
In questo contesto, proprio i SVT hanno esercitato l'importante ruolo di
raccordo tra ambiti disciplinari, laboratori e realtà della scuola, garantendo
l'articolazione di questi tre momenti formativi, sia attraverso
l'organizzazione del tirocinio, sia attraverso la gestione di parti significative
delle attività di laboratorio.
provenienti dalle scienze dell'educazione e di far sì che il tirocinio potesse
rappresentare un'esperienza realmente meditata e dunque professionalizzante.
I SVT ritengono pertanto necessario confermare, anche per il futuro,
l'esistenza di una specifica struttura per la formazione iniziale dei docenti
che, analogamente a quanto la SSIS si è mostrata in grado di realizzare,
consenta l'incontro tra scuola ed
università. E sono convinti che, anche nella prospettiva
di una evoluzione del percorso formativo (formazione iniziale e formazione in
accesso), trovi spazio un rinnovato ruolo di supervisione da sviluppare sull'esperienza già
avviata.
L'ipotesi elaborata dal Gruppo Ristretto di Lavoro presieduto dal prof. Bertagna prospetta varianti applicative diverse. Al di là di quella che sarà la scelta definitiva, i SVT
toscani propendono affinché al suo interno venga valorizzata al massimo
l'esperienza pregressa, nei suoi momenti positivi come la regionalizzazione,
che ha visto la soluzione di problemi che difficilmente un singolo Ateneo, e
ancor meno una singola Facoltà, avrebbero potuto risolvere.
In ogni caso apprezzano il fatto che, nella nuova
ipotesi di percorso costituito da laurea specialistica e successivo biennio in
diretta situazione professionale, la "triangolazione
teoria, tecnica e pratica" risulti ancora centrale e il binomio laboratorio-tirocinio venga
riproposto, con diverse caratteristiche, sia a livello della laurea
specialistica, che nel successivo percorso di accesso alla professione
attraverso il biennio di praticantato.
Ritengono dunque che, quali che siano gli scenari che
vanno prefigurandosi, rimarrà comunque indispensabile, nel percorso di
formazione dei nuovi insegnanti, una figura
professionale di raccordo tra scuola e università come quella degli attuali SVT
delle SSIS: insegnanti esperti,
selezionati per la loro capacità di dialogare con la ricerca disciplinare, per
la loro competenza nell'organizzare la sperimentazione didattica, per la loro
conoscenza della realtà della scuola.
Osservano invece che nell'ipotesi elaborata dal Gruppo Ristretto di Lavoro non
compaiono, almeno espressamente, figure del genere e ne esplicitano
quindi la richiesta, al fine di evitare il rischio di riprodurre una dannosa
scissione fra le attività dell'Università (interessata alla gestione delle
lauree
specialistiche) e della Scuola (a cui demandare la parte professionale).
Sulla base di queste considerazioni, i SVT della SSIS della Toscana formulano
le seguenti richieste.
1. Riconoscimento del profilo professionale
del SVT e inserimento di questa figura, o di una similare, nell’ambito dei
soggetti necessariamente coinvolti nelle future istituzioni volte alla
formazione iniziale e in accesso degli insegnanti. Tra le forme di mobilità di
carriera previste dal documento del Gruppo Ristretto di Lavoro (figure di
sistema, "università tecnica", modulo di riallineamento), potrebbe
facilmente essere inclusa una tale figura.
2. Abolizione (o revoca degli effetti)
della norma che prevede l'impossibilità per un SVT di
essere confermato dopo quattro anni di servizio (primi due anni, più
eventuale riconferma biennale). Tale norma appare difficilmente conciliabile
con il principio costituzionale di buona amministrazione,
oltre che con il buon senso, dato che impedisce di utilizzare professionalità
acquisite e di sfruttare a pieno esperienze realizzate; essa inoltre
contraddice l'idea di una centralità delle esperienze più precisamente
professionalizzanti, in quanto le affida a personale solo precariamente preso
in prestito dalla scuola; né si giustifica con la necessità di recuperare un
rapporto con la scuola, che il SVT, in virtù del carattere parziale del suo
esonero, non ha mai perso.
3. Effettivo completamento del primo
quadriennio di semiesonero mediante lo spostamento dell’attuale scadenza al 31 agosto 2004. Occorre
infatti tener conto che i primi SVT hanno conseguito la nomina ed
iniziato la loro attività quando l’anno scolastico da cui è decorso l’incarico
(1999/2000) era quasi alla conclusione; appare inoltre doveroso riconoscere che
essi si sono dovuti sobbarcare un lavoro eccezionale per attivare dal nulla le
attività della SSIS loro affidate; tanto più la proroga ha ragion d’essere in
un momento in cui potrebbe esser necessario far fronte a situazioni di
transizione in tempi ravvicinati. Il provvedimento, su cui i rappresentanti
nazionali dei SVT hanno riscontrato il parere favorevole
dello stesso prof. Bertagna, trova per altro un
precedente in una analoga disposizione applicata dalla Direzione scolastica
regionale dell’Emilia-Romagna.
4. Riconoscimento economico
dell'attività svolta considerando che essa: corrisponde a competenze e
funzioni nuove legate alla sperimentazione e alla ricerca didattica; richiede
un impegno orario superiore a quello contrattuale; comporta disagi determinati
dalla necessità di frequenti spostamenti, dall'onere di lavorare in due
Amministrazioni - ognuna con esigenze e tempi propri –, dalla
assoluta difficoltà di assumere ruoli con retribuzione aggiuntiva come
quelli legati alle Funzioni Obiettivo, o svolgere nella scuola di appartenenza
lavori retribuiti col Fondo d'Istituto.
6. Prospettive di utilizzo delle competenze del SVT
nella formazione in servizio, gestita a livello universitario o di
amministrazione scolastica, e inserimento, a questo scopo, dei SVT in un'anagrafe dei formatori da costituire a
livello regionale.
Dicembre 2001 Supervisori di Tirocinio della SSIS della
Toscana