A.p.e.f.                        Associazione Professionale di Insegnanti

Recensioni

 

 

 

 

 

Se un fenomeno, anche molto vecchio, non ha un nome, non esiste.

Lo stress e il logorio professionale si chiamano oggi «burn-out».

Siamo di fronte a una nuova epidemia?

 

 

Come logora insegnare

 

Il ” burn-out” degli insegnanti

a cura di Luigi Acanfora

 

 

 

            La gestione delle risorse umane ha assunto negli ultimi anni un’importanza fondamentale, anche se sono ancora poche le iniziative – nelle aziende, nella scuola, nella sanità e in molti altri settori – tese a valorizzare il fattore umano.

Lo stress da lavoro, definito burn-out, esprime il disagio di chi, dopo aver investito molto in un’attività lavorativa, si sente demotivato, scoraggiato, incapace di agire, privo di entusiasmo. Non essendo più in grado di rispondere alle richieste che gli vengono fatte, assume un atteggiamento difensivo, prova angoscia e sofferenza fino a perdere efficienza sul piano professionale.

Il volume, accogliendo i contributi degli esperti provenienti da diversi ambiti professionali, analizza le principali cause di burn-out e propone diversi piani d’intervento, volti sia all’individuo che alla struttura.

 

 

Luigi Acanfora, neurologo, psichiatra, neuropsichiatra infantile. Dirigente medico presso l’Unità Operativa Salute Mentale della ASL di Pompei.

 

 

 

Recensione

a cura di F. Pellegrino e L. Concilio

 

 

In questi ultimi anni la scuola è stata, ed è tuttora, protagonista di profondi e spesso incomprensibili cambiamenti. Tali mutamenti sono più o meno naturali: riforme dettate dall'alto miranti, il più delle volte, al consenso politico che non ad esigenze sociali e culturali; mutamenti del mercato del lavoro che costringono la scuola ad avere come principale obiettivo la formazione professionale e guardare meno all'educazione e alla crescita culturale; i rapidi cambiamenti sociali che costringono la scuola - in quanto sede di crescita, educazione e istruzione di tutte le giovani menti - ad adattarsi alla realtà. Tali cambiamenti e altro ancora hanno posto la scuola e i suoi protagonisti al centro di dibattiti ancora aperti.

Sappiamo, inoltre, che tali cambiamenti hanno sicuramente influito più o meno negativamente sulla figura dell'insegnante, sul suo ruolo e sulla sua funzione. Egli è allo stesso tempo vittima e protagonista di questi mutamenti. È su di lui che si riversano tutte le aspettative e si esercitano forti pressioni - da parte delle famiglie, di varie istituzioni, del mondo del lavoro, dell'opinione pubblica in generale e degli studenti -; è l'insegnante che deve trasformare in realtà quelle che sono riforme solo sulla carta, che deve soddisfare le aspettative di tutti nella maniera più efficace ed efficiente possibile, senza mai perdere di vista il proprio ruolo istituzionale.

Poste queste premesse, ciò che a noi ha interessato di più è sapere come i docenti vivono l'attuale trasformazione scolastica e come "resistono" alle richieste sempre più pressanti e svariate di tutti gli altri soggetti legati al mondo scolastico. Detto in parole semplici, quanto l'insegnante sia stressato dal proprio lavoro (burn-out) e in che misura e come riesce a controllare i fattori di stress.

Ebbene, da una ricerca da noi condotta su insegnanti di scuole elementari, medie inferiori e superiori, pubblicata in Come logora insegnare, a cura di Luigi Acanfora, Edizioni Magi, risulta che questi mantengono alta la considerazione che hanno del proprio lavoro ma ne avvertono decisamente l'ansia e la tensione emotiva (55% circa degli intervistati) e la fatica (32%) dovute all'eccessivo carico di lavoro. I docenti vorrebbero avere più tempo da dedicare ad allievi e studenti, anziché al lavoro burocratico, fatto di scartoffie, riunioni e aggiornamenti. Non solo di lavoro da sbrigare ce n'è tanto ma, a quanto pare, esso non è nemmeno gratificato: infatti ben il 61% degli intervistati si sente scarsamente retribuito.

Diversi altri dati emersi dall'intervista si sono rivelati interessanti, come il senso di abbandono e di emarginazione degli insegnanti di sostegno rispetto ai loro colleghi curricolari, nonché il loro disagio latente nei confronti dei propri alunni portatori di handicap; la reticenza di una parte degli insegnanti ad ammettere che lo stress possa dipendere da fattori strettamente legati alla personalità; il rifiuto ad accettare l'aiuto di esperti (medici, psicologi ecc.) nella risoluzioni dei problemi professionali legati allo stress; le differenze tra insegnanti con più anni di insegnamento, maggiormente irrigiditi su tradizionali metodi di insegnamento, e quelli più giovani, più elastici e disposti a cambiamenti e riforme.

Il quadro generale che ci è apparso è che, se è vero che gli insegnanti sono soggetti a pressioni dovute all'attuale cambiamento dei tempi, è vero anche che alcune forme di stress lavorativo trovano le loro cause in dinamiche interne al lavoro stesso: rapporti insufficienti e mal posti con colleghi, superiori, allievi e famiglie; scarse o errate tecniche comunicative; insufficiente capacità di elaborazione delle proprie problematiche che si trasformano in irrigidimento, chiusura e, quindi, scarsa efficienza lavorativa.

 

Come logora insegnare. Il burn-out degli insegnanti  Luigi Acanfora (a cura di)

-Edizioni Magi- Collana: Esperienze- Pagine: 200-Euro 11,50-

 

 

Hanno contribuito alla realizzazione del volume:

 

·         Ferdinando Pellegrino, psichiatra e psicoterapeuta. Salerno

·         Luigi Acanfora, neuropsichiatra infantile, psichiatra e neurologo. Napoli

·         Lidia Concilio, Sociologa, Napoli

·         Simona Abate, psicologa, Salerno

·         Virginia Garda, Psicologa, Roma

·         Franco Baldoni, medico, psicologo e psicoterapeuta, Bologna

·         Gianfranco  Buffardi, Psichiatra, Napoli

·         Teresa  Vitagliano, docente, Napoli

·         Paolo Catanzaro, psichiatra, psicoterapeuta, Perugia

·         Raffaella Ada Colombo, psichiatra, Milano

·         Aldo Diavoletto, Neuropsichiatra infantile, Salerno

·         Giovanni Donnarumma, Salerno

·         Antonio Fresa, docente, Napoli

·         Francesco Franza, Psichiatra, Avellino

·         Rosa Gaimari, docente, Salerno

·         Ignazio Senatore, Psichiatra, psicoterapeuta, Napoli

·         Enrico Viggiano, Riccardo Mancusi, Marco Flavio Tosello, Istituto Campano di Psicoterapia della Gestalt, Napoli

·         Lorenzo Messina, psichiatra, Mazara del Vallo

·         Antonella Toscano, psicologa, Napoli

·         Corrado Caso, Medico di Medicina Generale, Salerno

·        Luigi Torino, docente, Salerno