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di Rosanna Cirasino,
docente di Storia e Filosofia
Salve James,
se penso all’ indissolubilità del processo insegnamento-apprendimento, supportato dal “desiderio d’ imparare” e dall’ “impulso ad insegnare”, ritrovo il senso ed il significato dell’ ”eros”,quello slancio, quell’emozione che spinge me ad agire secondo quel primordiale imperativo: “Agisci in forza del tuo sentimento, della tua passione”.
Io e Gretel veniamo pero’catturati dalla “legge della giungla”e poi ingabbiati dalla Strega che,
nel suo ruolo leader, richiama me alla ragionevolezza , facendo si’che il mio impeto ed il mio straordinario impulso ad insegnare venga a fare i conti con sistemi ed istituzioni, con programmi
e burocrazie. La Strega mi richiama alla “legge del dovere” secondo l’ imperativo categorico:
“Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la volontà generale del sistema”.
Tale imperativo ha causato delle ricadute negative sul nostro “contatto”, sui legami d’ intimità, sulla possibilità di costruire reti interpersonali.Esso ha stressato il potenziale di adattamento personale ed ha dato origine a risposte emotive e comportamentali di disagio esistenziale, relazionale e sociale.
C’ è un sistema che impera e sembra voglia minacciare le nostre libertà: la “libertà di insegnare” e
la” libertà di apprendere” in quell’affinità elettiva ed innata che avevamo cercato di costruire in un rapporto simbiotico ed empatico. C’ è una “forma”che si erge imponente a scapito di un’ “anima”! Io e Gretel ci guardiamo intorno in questo nuovo sistema-mondo in cui sembra che l’ educazione venga mercificata servendo l’ economia!
Io e Gretel, come per magia, siamo stato trasformati in “risorse umane” da investire in un
futuro in cui i termini risonanti sono “azienda”,”qualità”,”efficacia”,”efficienza”,”produttivi-
tà”.Di fronte a cio’ non serve la ricettività passiva, non serve l’ aderenza reattiva , dannoso
sarebbe il misconoscimento della realtà sociale, politica, economica in cui viviamo! Occorre
invece una coscienza metabletica del cambiamento che recuperi quelle nostre antiche ragioni
del cuore per seguire la via dell’ intelligenza!
Si’, io e Gretel abbiamo deciso di non fuggire, ma di imparare a “vedere” nell’ educazione, per imparare a “decidere”, per imparare insieme a fare scelte autonome e libere.No, noi non usiamo l’ attesa, non vogliamo aspettare dato che ripudiamo la noia! Non decidiamo di scappare a gambe levate! Le favole, le fiabe, i racconti,i romanzi, i films nonché i fatti di cronaca che abbiamo” letto” insieme, ci hanno presentato l’ immagine di una scuola come l’ istituto del controllo totale.
I protagonisti di un tempo, quali William Wilson, Gian Burrasca, JaKob von Gunten, Pinocchio, seppure in spazi diversi,venivano presi da un unico brivido liberatorio , quello dell’ avventura . Io e Gretel siamo ora gli attori ed i protagonisti di questo tempo ed insieme , nella complessità di questo sistema,vogliamo attuare una nuova rivoluzione.Essa è una rivoluzione scientifica mossa da uno “spirito ribelle” che ci unisce e ci lega in un comune “desiderio” di comprensione ed interpretazione del mondo. Tu, James ci suggerisci di aver cura di questo spirito! Esso si manifesta nella forza prorompente dell’ amore verso il sapere e la conoscenza , è esso che rigenera il processo “interattivo”dell’ “affinità innata tra l’ insegnare e l’ imparare”ed è in tale rapporto che va colto il significato di “cultura”.
Noi abbiamo deciso di intraprendere un’ azione comune che legittimi il diritto di ogni persona di “incontrarsi” con il Bene, con i beni del patrimonio culturale.E’ per questo che l’ affinità elettiva tra l’ insegnare e l’ imparare travalica situazioni, contesti, storie e si fa rapporto come “ atto di compartecipazione “per una ricerca essenziale del senso e del significato delle cose , una significatività che rifiuta astrazioni metodologiche per connotarsi di significati antropologici .
Useremo certamente degli strumenti culturali come le discipline quali chiavi di lettura , ma le useremo nella loro temporalità e spazialità.Non esiste infatti un mondo di puri “oggetti” culturali ai quali in seguito venga applicata l’ attribuzione di un “valore”.Per decostruire l’ educazione non servono artificiose formulazioni, non serve inglobare il suo significato in altri termini come acculturazione, istruzione, socializzazione, formazione, etc. E’ una questione di metodo, un metodo che sia attento al processo di formazione di una persona-valore. E’ un metodo naturale: Gretel mi chiede di prendermi cura di lei, di ascoltarla, di mediare il suo rapporto con le cose e con gli altri, di aiutarla nel suo farsi “libera” in scelte autonome e consapevoli. Ecco, la via da seguire me l’ ha indicata lei!E’ una didattica orientativa che rifugge da ogni imperativo o atteggiamento prescrittivo prediligendo un approccio processuale unitario.E’ una didattica che valorizza , che scopre,che indaga, ma che non rifiuta i paradigmi correnti dell’ istruzione, informazione, comunicazione, tecnologia.E’ una didattica che ci impegna entrambi per cui non ha alcuna ragione di essere ogni forma di autoritarismo, di emulazione, di castigo. E’ una didattica che rispetta il diritto di Gretel di “orientarsi” nel mondo.
L’ educazione ne uscirebbe cosi’ trasformata, diventerebbe relazione d’ aiuto, empowerment , ma soprattutto si caratterizzerebbe come rispetto della “libertà della volontà”, come guida della “volontà di significato” e come ricerca del “significato della vita”.Essa guarderebbe alla formazione della personalità come “essere”,”divenire”, “appartenere”.Essa sarebbe un intervento ristrutturante che accoglie l’ io reale, ascolta l’ io ideale, orienta l’ io progettuale. In questo c’ è la forza vitale dell’ amore “educativo”.
A Gretel direi :” Io ti aiutero’ ad aprirti a quella totalità naturale, sociale, culturale qual è il mondo che vuoi conoscere. Tu, come un cartografo, ti trasferirai da un luogo all’ altro per disegnare la tua mappa. Attraverserai svolte epocali e tornanti della storia, andrai lungo le strade del mondo, ti insinuerai nei meandri della coscienza, ti avvarrai di punti di riferimento, traccerai percorsi possibili,
allargherai i tuoi orizzonti per prefiggerti delle mete con coscienza e consapevolezza. Io con te
camminerò”.
Per un atto d’ amore.
Hansel