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Insegnare, imparare, educare: Un’emozione stupendaLa lettera di Hillman ha suscitato in me emozioni e ricordi d’infanzia scolastica: Belli e Brutti Il mio Maestro elementare “Livio Nuzzolo” di Bracciano, che molto mi ha insegnato e altrettanto mi ha fatto scoprire. Correva l’anno 1970 quando si studiava con l’ausilio dei “Blocchi Logici”, quando venivano da Roma gli operatori della RAI per girare programmi quali “TeleScuola”. Poi il salto alle Medie dove il ricordo prosegue con insegnanti di cui non ricordo più il nome ma solo la fisionomia, come un sogno notturno: forse da uno a molti la memoria ha fatto fatica a ricordare o forse non sono state provate le stesse emozioni della scuola elementare? Ed eccoci come d’incanto alle superiori. Catapultato dal Lazio nelle scuole del Nord-Est: Verona. Un percorso di studi improntato su discipline Tecniche: l’Informatica come fulcro. Discipline dure che richiedevano la ricerca giornaliera di studio di nozioni fondamentali e continue scoperte attraverso esperienze svoltein Laboratorio, agevolando l’attività collaborativa. E le discipline umanistiche? Qui grazie alla bravura dell’insegnante del Biennio, Prof.ssa Presti, e del Triennio, Prof. Bongiovanni, sono arrivati quegli stimoli che permettono di acquisire e ricordare attraverso la generazione di “Emozioni”. Il ricordo è quindi proseguito nel percorso
universitario e attraverso la navigazione in internet ho incontrato
delle slides del Prof. Gianni Degli Antoni, ai miei tempi Preside di
facoltà a Milano. Un titolo che suscita emozioni: “Le prospettive
della DIDATTICA in presenza delle TECNOLOGIE” e “INTERNET
e SCUOLA” Testi parlati di Gianni Degli Antoni. “La lezione diviene…un viaggio… …guidato
da un maestro…
all’interno di mondi di conoscenze…” “…educazione alla curiosità.. troppo
trascurata..per migliorare l’autostima…
dovuta allo specchio INTERNET…
che rende belli… ...per accedere alle sorgenti primarie…
nell’arte..
nelle discipline…
nella geografia…” La parola magica allora è “Emozioni”? Oggi insegno Informatica, una disciplina che cattura l’attenzione dei giovani e delle loro famiglie con scopi diversi: lo studente è emozionato dallo scoprire cose nuove con l’aiuto del docente o in modo autonomo attraverso l’utilizzo delle tecnologie, il genitore, attento al mercato del lavoro, considera utile lo studio dell’informatica per offrire al proprio figliolo più possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Il quotidiano,quindi, non deve esistere
nell’insegnamento! Con i colleghi si deve collaborare per costruire
percorsi e situazioni che stimolino lo studente ad apprendere e
soprattutto a scoprire, giocando con e tra le discipline, vivendo in
armonia ed evitando, come sostiene Hillman, che l’insegnare
e l’imparare vengano personificati in classi di persone minacciando
l’insegnare e l’imparare con la paura dell’“altro”. Domenico Francullo |