Settembre

 

Scuola e Didattica n°4-2002                                 di Sandro Gigliotti

 

 

In un settembre metereologicamente rigido, ma politicamente surriscaldato, Letizia Moratti ha firmato il decreto che darà l’avvio, per l’a.s. in corso, ad una sperimentazione la cui motivazione, secondo le parole usate in Commissione Senato, è ” quella di accompagnare, con la massima trasparenza e con attenzione ai risultati, il delicato processo di riforma tuttora all’esame del Parlamento”. 

Sembra un’iniziativa ragionevole, che però spero non subisca la stessa sorte di tante altre sperimentazioni, i cui risultati si sono puntualmente persi nei meandri di Viale Trastevere. Nella circostanza il Ministro ha anche opportunamente recepito e fatte sue alcune puntuali osservazioni espresse dal CNPI. 

 Scuola dell’Infanzia e primo anno della Scuola Elementare saranno testati su due novità “forti” sul piano della flessibilità organizzativa: l’anticipo di iscrizione e il maestro prevalente (tutor). Contro entrambe, però, si sono levati gli scudi dal versante sindacale e da quello politico.

Personalmente ho sempre perorato la causa del ritorno alla figura unitaria nella scuola elementare, poiché la scelta del modulo fatta dal legislatore dieci anni fa mi apparve più dettata da esigenze di mantenimento dell’occupazione in una fase di calo demografico, che una opportuna scelta didattica. Anzi, assieme ad altri, segnalai a più riprese il pericolo dell’eccessivo anticipo di una dimensione disciplinare foriera di  precoce secondarizzazione, tale da costituire, nel giovanissimo allievo, l’idea di un sapere estremamente frammentario.

Faccio poi parte della nutrita schiera di coloro che hanno frequentato (senza traumi, mi dicono) la prima elementare a cinque anni, e trovo quindi nient’affatto scandaloso che ai genitori sia data la facoltà di scegliere (in molti, nelle scuole private già lo fanno) l’anticipo di iscrizione alla prima elementare.

Poiché però è lecito (nonchè auspicabile) una sana dialettica di opinioni, trovo naturale che ci sia chi si oppone ad entrambe le novità introdotte dal ministro. E tuttavia vorrei ricordare alla parte sindacale che la scuola è fatta per gli allievi, e che dunque non può essere sempre piegata ad esigenze corporative; e alla parte politica, di avere essa stessa, per molti anni, portato avanti la bandiera dell’anticipo a cinque anni. Difficile ora, senza perdere di credibilità, dichiarare il contrario.

Ciò detto non si può tacere una certa dose di preoccupazione. E’ evidente che il Ministro affronti qualche difficoltà anche di tenuta della sua stessa maggioranza (che le scuole private temessero di perdere iscritti fra i bambini di cinque anni lo si sapeva da tempo: lo stesso Berlinguer si era incartato sulla partita). Così come è chiara la scarsa disposizione di Tremonti a fornire la copertura finanziaria, senza la quale si tratterebbe solo di chiacchiere. E  non sfugge, infine, una certa confusione nella gestione ministeriale dell’intera vicenda, che sembra quasi, a questo punto, una scommessa che rischia di mettere a repentaglio la stessa autorevolezza di un Ministro che pure ha il non secondario merito di aver fatto iniziare, per la prima volta nella scuola, l’anno scolastico con la quasi totalità dei docenti in classe.

L’auspicio dunque, per chiunque abbia a cuore le sorti della nostra Scuola, e le anteponga agli interessi di parte, è che a questo punto la sperimentazione si avvii e sortisca effetti positivi, perché la Scuola e il Paese, di tutto hanno bisogno, fuorché di un ennesimo fallimento nel disegno riformatore.

Un’ultima riflessione interrogativa, che credo venga spontanea a quanti da anni sono schierati per l’Autonomia. Se la didattica dovrà essere costruita nelle singole scuole, perché le Indicazioni assumono così spesso carattere prescrittivo, e perché, analogamente, lo stile delle Raccomandazioni è così minuzioso? Ri-sorge il dubbio che il Ministero (ed anche il Ministro?), come più volte è accaduto, mentre predica di Autonomia, non  disdegna l’antica pratica centralistica.

 

Sandro Gigliotti

www.apefassociazione.it