Verso un nuovo codice disciplinare degli insegnanti
Pubblichiamo il parere del CNPI richiesto dal Ministro sulla materia disciplinare portata recentemente alla ribalta dai media per i soliti e noti fatti di cronaca. L’impianto normativo, sotto osservazione, ha mostrato numerose inefficienze e lacune che Fioroni sembra voler rimediare con nuovi interventi legislativi. In realtà, che la materia sia comunque obsoleta sul piano normativo era già stato segnalato all’inizio della precedente legislatura dalla Commissione istituita nel 2001 con DM dal Ministro Moratti, per definire i criteri per un Codice deontologico dei docenti.
La Commissione produsse un ottimo documento che prevedeva, tra l’altro, una serie di raccomandazioni al Ministro in carica che, se avessero avuto corso, sarebbero state in grado di portare nella dimensione professionale degli insegnanti una ventata di quella innovazione e valorizzazione che oggi ancora aspettiamo.
In merito alla materia disciplinare, la Commissione si esprimeva in questi termini: “Nelle linee di indirizzo relative al rinnovo del contratto nazionale di lavoro del personale appartenente all’area autonoma dei docenti del comparto scuola, individuata a norma dell’art. 21 della legge 59/1997, venga espressamente indicata la definizione del codice disciplinare, che attualmente fa ancora riferimento al TU degli impiegati civili dello stato (Legge 3/57). Tali norme appaiono obsolete e poco rappresentative della condizione e dell’evoluzione che caratterizzano la funzione docente. Il nuovo codice disciplinare dovrà coordinarsi con i principi a cui si ispira il codice deontologico, nonché con le leggi e regolamenti di futura emanazione, anche attuativi del nuovo Titolo V della Costituzione”
Speriamo che ora sia la volta buona.