Come scegliere il pellet migliore
07/04/2020 By Giuliano Franceschini Non attivi

Come scegliere il pellet migliore

Il pellet è una delle alternative più gettonate tra le famiglie italiane per il riscaldamento domestico. Milioni di persone lo utilizzano regolarmente già da diversi anni, investendo su una tipologia di riscaldamento diversa da quella tradizionale. Poiché in commercio esistono differenti tipi di pellet, è importante acquistare quello che garantisce il miglior rapporto qualità-prezzo. A seguire alcuni consigli pratici su come scegliere il pellet migliore per la propria stufa, indipendentemente dalle dimensioni dell’abitazione o della stanza da riscaldare.

Quando acquistare il pellet migliore

Il pellet altro non è che il prodotto ottenuto dalla compressione della segatura del legno tramite una lavorazione meccanica. Il momento migliore per acquistarlo va da aprile a settembre, quando gli esercizi commerciali che vendono il pellet sono soliti applicare forti sconti sul prodotto al fine di liberare spazio utile per l’acquisto di merci differenti. Nello specifico, i due mesi in cui si registrano le promozioni più interessanti sul pellet sono aprile e settembre.

Come scegliere il pellet migliore: i fattori da tenere in considerazione

I principali elementi da tenere in considerazione per scegliere il pellet migliore sono:

  • provenienza
  • potere calorifico
  • colore
  • legname
  • segatura nel sacchetto
  • residuo di cenere

Per assicurarsi che il pellet provenga da un Paese in cui vengono rispettate le norme previste dal regolamento europeo, è sufficiente che vi siano riportate le classi A2 e A1 En Plus. In alternativa si consiglia di acquistare il pellet che presenti le certificazioni originali di Germania (Din Plus), Austria (Onorm M7135) o Aiel (Pellet Gold).

In relazione al potere calorifico, il pellet di qualità presenta un valore compreso tra 4,7 e 5,0 kWh per ogni kg. Il valore deve essere riportato direttamente sulla confezione del prodotto. Bisogna poi prestare attenzione a un altro valore, quello riferito all’acqua: un valore ideale va dal 6 all’8 per cento.

Il colore del pellet è uno degli elementi meno importanti per determinare la qualità del pellet, ma può comunque tornare utile per risalire alla tipologia del legname. Infatti, un pellet chiaro indica la provenienza da un abete. Se invece il pellet si presenta con un colore scuro, con ogni probabilità deriva da un faggio.

A sua volta, conoscere la tipologia del legname è determinante nel sapere in anticipo quale resa ci si deve aspettare. Un pellet chiaro ha una resa di poco inferiore a quello scuro, ma ha il vantaggio di avere un consumo inferiore. Al contrario, il pellet scuro ha un’alta resa, ma consuma di più ed è anche responsabile di un’elevata quantità di residui di cenere.

Per quanto riguarda il valore di segatura nel sacchetto, il consiglio è di prendere come riferimento una dimensione massima di 30 millimetri. Inoltre, i cilindri di pellet di maggiore qualità sono lisci e molto più compatti rispetto a un pellet di scarsa qualità che tende invece a sfaldarsi dopo poco. Se un pellet si sfalda in fretta produrrà anche meno calore e si consumerà molto più velocemente.

L’ultimo fattore da prendere in considerazione è il residuo di cenere. Il pellet migliore presenta un valore pari o inferiore all’1,2 per cento. Valori più alti indicano un pellet di scarsa qualità, che sporca la stufa in poco tempo e costringe il proprietario a intervenire con frequenti lavori di manutenzione.

Altri consigli per acquistare il pellet migliore

Un pellet di qualità deve rispettare delle dimensioni specifiche: il diametro ad esempio dovrebbe essere compreso tra i 4 e i 10 millimetri, mentre in lunghezza non dovrebbe superare i 50 millimetri. Attenzione anche al prezzo. Fermo restando che le offerte migliori si registrano in primavera e in estate (fino a settembre), prima di andare alla cassa accertarsi che il prezzo di un sacco dal peso di 15 kg sia intorno ai 3-4 (per riscaldare un’abitazione di 100 metri quadrati ne sono sufficienti 70). In inverno invece il prezzo tende a salire oltre i 5 euro. Diffidare infine dai sacchi anonimi, in quanto potrebbero contenere pellet nocivi sia per la stufa che per la propria salute. Valutare con attenzione anche il nome della società riportata sotto la voce venditore, accertandosi che sia un profilo affidabile.